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Domenica, 24 Settembre 2023
Accoltellata a morte / Catania

La mamma di Elena resta in carcere, si cerca il coltello con cui ha ucciso la sua bimba

Convalidato il fermo di Martina Patti, 23 anni, che ha confessato di avere colpito a morte la figlia. Dall'autopsia è emerso che la piccola è stata colpita 11 volte, ma l'arma non si trova. Nuovi rilievi dei carabinieri. Stabilita la data dei funerali

Martina Patti resta in carcere. La giovane mamma di 23 anni che ha confessato di avere ucciso la figlia Elena, cinque anni ancora da compiere, non lascerà la cella del penitenziario di Catania in cui si trova da martedì scorso. Lo ha deciso il giudice delle indagini preliminari, Daniela Monaco Crea, che ha convalidato il fermo. La donna risponde di omicidio premeditato e pluriaggravato e occultamento del cadavere.

Nel corso dell'interrogatorio di garanzia che si è svolto venerdì la donna ha ribadito di avere ucciso da sola la figlioletta e di averlo fatto nel campo dove poi ha fatto ritrovare il corpo, a poca distanza dalla casa di Mascalucia (Ct) dove mamma e figlia vivevano. Proseguono le indagini per dare riscontro a quanto detto dalla donna e per rispondere agli interrogativi ancora aperti. Si deve accertare se abbia davvero agito da sola, se ha premeditato il suo piano. C'è poi il punto oscuro dell'arma. Le ferite sul corpo di Elena sono compatibili con quelle di un coltello da cucina, che però non si trova.

La morte d Elena non è stata immediata

Elena Del Pozzo uccisa con 11 coltellate

L'autopsia eseguita sul corpo di Elena ha confermato che la piccola è stata raggiunta da undici colpi, presumibilmente inferti con un coltello da cucina. Solo un fendente però è stato fatale, perché ha reciso l'arteria succlavia. La morte non è stata immediata. Per il medico legale il decesso è avvenuto dopo più di un'ora dal pasto che la bimba aveva consumato a scuola intorno alle 13. Tra le ipotesi formulate, quella che la piccola fosse stata sedata. Per capire se è veramente così si dovrà però attendere l'esito degli esami tossicologici, eseguiti contestualmente all'autopsia. 

(Video di Andrea Di Grazia - CataniaToday)

I punti oscuri nella versione di Martina Patti

Le parole di Martina Patti vengono analizzate punto per punto. Inizialmente ha detto che la figlia era stata rapita da tre uomini incappucciati, avanzando l'ipotesi che il gesto fosse una ritorsione contro l'ex compagno e padre della bimba. Poi il fragile castello di bugie è crollato e ha confessato. L'arma però non si trova. I carabinieri sono impegnati nella ricerca. Gli inquirenti sono tornati nel campo di via Turati per sondare ogni centimetro di terra, nella speranza di trovare il coltello cui la donna ha fatto riferimento in sede di interrogatorio. Sono tornati anche nell'abitazione in cui la bimba e la madre. La Fiat 500 della donna è stata invece già analizzata e non sono state trovate tracce di sangue, quindi non è stata usata per trasportare il cadavere di Elena. Resta poi sempre il giallo del movente. Martina Patti ha davvero ucciso la figlia Elena Del Pozzo perché non accettava il legame che la bimba aveva col papà Alessandro e la sua nuova compagna? 

I funerali di Elena

Adesso che l'autopsia sul corpo di Elena è stato eseguito, può essere restituito alla famiglia. Il  funerale della piccola si terrà alla Cattedrale di Catania in piazza Duomo alle 17. Sarà celebrato dall'Arcivescovo Luigi Renna.

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