Martedì, 27 Luglio 2021
Omicidi

Uccide l'ex compagna e la butta nella cava: Marcone condannato a vent'anni di carcere

Secondo il tribunale non è stato un omicidio premeditato. Condannato anche l'uomo che lo aiutò

Gabriella Fabbiano, la vittima dell'omicidio

È stato condannato a vent'anni di carcere Mario Marcone, l'ex operatore ecologico accusato di aver ucciso l'ex compagna Gabriella Fabbiani, ritrovata cadavere nel dicembre 2016 in una cava a Cernusco sul Naviglio, nel milanese. La sentenza è stata emessa dal gup del tribunale di Milano Manuela Scudieri al termine del processo in rito abbreviato, rito che consente lo sconto di un terzo della pena. 

L'accusa, rappresentata dal Pm Francesco Cajani, aveva chiesto l'ergastolo oltre all'aggravante della premeditazione. Aggravante che non è stata riconosciuta. Non solo: è stato condannato a tre anni Fabrizio Antonazzo, il complice di Marcone a processo con l'accusa di soppressione di cadavere e favoreggiamento. Per il momento non sono rese note le motivazioni: verranno depositate entro 90 giorni.

L'omicidio Gabriella Fabbiani

Stando alla versione di Marcone, Gabriella - che aveva un matrimonio finito alle spalle e due figli - è stata uccisa il 30 novembre 2016, all'interno della propria abitazione. Dopo una pesante lite, l'uomo le ha sparato un colpo di pistola letale in testa. Il cadavere della donna è rimasto lì e solo alcuni giorni dopo è stato nascosto. 

Per disfarsi della salma della vittima, Marcone avrebbe coinvolto un amico: Fabrizio Antonazzo, un sessantenne di Cernusco. Insieme avrebbero avvolto il cadavere nel cellophane e poi lo avrebbero legato a dei masselli di cemento. Il corpo fu ritrovato nel pomeriggio del 5 dicembre quando il titolare della cava vide un sacco nero galleggiare nel lago artificiale.

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