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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Il delitto di Vigonovo / Venezia

Omicidio Giulia Cecchettin: ecco tutte le accuse contestate a Turetta (c'è anche la premeditazione)

Il giovane non potrà chiedere il rito abbreviato e rischia la condanna all'ergastolo. Il procuratore di Venezia: "Ha tutto il diritto di difendersi"

Omicidio volontario pluriaggravato anche dalla premeditazione e dalla crudeltà, sequestro di persona e occultamento di cadavere, ma anche lo stalking e il possesso del coltello. Sono queste le accuse contestate dalla procura di Venezia a Filippo Turetta, il giovane in carcere per il femminicidio dell'ex fidanzata Giulia Cecchettin, la 22enne uccisa a coltellate a Vigonovo la sera dell'11 novembre 2023. A riferirlo, nel corso di una conferenza stampa in corso nel capoluogo veneto, è stato il Procuratore capo di Venezia Bruno Cherchi, aggiungendo che il giovane non potrà chiedere il rito abbreviato in quanto gli vengono contestati reati che possono essere puniti con l'ergastolo.

Turetta rischia dunque una condanna al carcere a vita. Nel caso di omicidio volontario, non solo la premeditazione, qualora venisse riconosciuta, ma anche la "crudeltà" o i "motivi abietti" possono infatti portare alla pena dell'ergastolo. Come hanno già spiegato diversi giuristi non si tratta però di un automatismo: al giudice resta una certa discrezionalità, specie in presenza di altre circostanze attenuanti. 

Per la Procura la premeditazione è ampiamente provata

Secondo la Procura comunque l'aggravante della premeditazione è ampiamente provata e documentata dalle prove raccolte nel corso delle indagini. "La premeditazione - ha spiegato Cerchi - è data da tutta una serie di modalità e attività che Turetta ha fatto prima di aggredire la Cecchettin. Ossia la ricerca sul web di luoghi di montagna dove nascondere il cadavere, l'acquisto di cerotti, scotch e corde con cui legarla e di altri strumenti atti al suo disegno, l'acquisto della cartina stradale per la fuga". 

Con il deposito dell'atto di chiusura indagini sul femminicidio, sia la difesa che la parte offesa potranno accedere all'intera documentazione raccolta dagli inquirenti. "Alle numerose consulenze tecniche chieste dalla Procura, tra cui anche quella del Ris di Parma, ha partecipato anche la difesa - ha sottolineato Cerchi - che ora potrà richiedere l'interrogatorio dell'imputato e approfondire dal loro punto di vista le consulenze depositate". 

Il procuratore Cerchi: "Turetta ha diritto a difendersi"

Il procuratore Cherchi è apparso preoccupato che l'eco mediatico che ha avuto la vicenda possa condizionatore lo svolgimento del processo. "Bisogna considerare che in corte d'Assise la giuria è popolare" ha detto riferendosi alle possibili pressioni che l'opinione pubblica potrebbe esercitare "anche solo indirettamente". "Pressioni che possono avere toccato Turetta che ha tutto il diritto di difendersi dalle accuse che gli vengono contestate quando saremo al processo". 

La ricostruzione dell'omicidio

L'omicidio di Giulia Cecchettin risale all'11 novembre scorso. Siamo a Vigonovo, comune di poco meno di 10mila abitanti in provincia di Venezia. Quella sera Giulia e Filippo si incontrano nel tardo pomeriggio. La ragazza deve comprare un paio di scarpe e i due trascorrono la serata insieme al centro commerciale 'Nave de Vero' di Marghera dove mangiano un panino al McDonald's. Alle 22.43 Giulia si sente su WhatsApp con la sorella, ma poco dopo tra lei e Filippo scoppia una lite. Un testimone riferisce di averli visti in un parcheggio di Vigonovo, il paese di Giulia, alle 23.15. Giulia viene strattonata e infilata con forza dentro un'automobile nera. L'uomo che li ha visti chiama anche le forze dell'ordine, ma mentre parla al telefono la Punto nera sparisce.

Alle 23.30 le telecamere immortalano l'auto di Filippo nella zona industriale di Fossò, a circa 5 km di distanza dal paese di Giulia.  Davanti a una fabbrica di calzature vengono trovate chiazze di sangue e ciocche di capelli. Agli atti dell'inchiesta c'è anche un video, registrato dalle telecamere di videosorveglianza dell'azienda, nel quale si vedrebbe Turetta aggredire a mani nude Giulia Cecchettin e porre "in essere atti idonei e diretti in modo non equivoco a cagionare la morte" della ragazza. Il giovane carica quindi il corpo ormai esanime di Giulia e si dilegua nella notte. Il corpo di Giulia verrà ritrovato alcuni giorni dopo in un dirupo vicino al lago di Barcis, in provincia di Pordeone, mentre Turetta verrà arrestato dopo una fuga di una settimana in Germania. 

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