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Domenica, 23 Giugno 2024
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Il sangue, l'ordine "maniacale" e il neon bruciato nel box: il video della casa in cui è stata uccisa Giulia Tramontano

I carabinieri hanno passato al setaccio l'appartamento dove Alessandro Impagnatiello ha accoltellato a morte la fidanzata per poi dare fuoco al corpo. Le immagini

C'erano così tante tracce di sangue sul pianerottolo della casa di Senago dove vivevano Alessandro impagnatiello e Giulia Tramontano che la Scientifica ha pensato a un "falso positivo" del luminol. A dirlo sono gli investigatori che stanno indagando sulla vicenda della giovane donna uccisa proprio dal compagno nella loro casa. Giulia, al settimo mese di gravidanza, è stata accoltellata a morte. Poi Impagnatiello ha tentato per due volte di incendiare il cadavere e infine lo ha gettato tra le sterpaglie a pochi metri da casa.

I carabinieri hanno passato al setaccio l'appartamento della coppia. Apparentemente tutto in ordine. Una precisione "maniacale" dicono gli inquirenti. Solo una facciata. Il luminol ha fatto emergere le tracce dell'orrore consumato nell'appartamento. Apparenza, finzione. Esattamente come l'immagine di Impagnatiello nelle ore immediatamente successive alla scomparsa della compagna: lui l'aveva uccisa, sapeva che Giulia e il loro bimbo ancora non nato Thiago erano morti, eppure fingeva di essere preoccupato e provava a depistare le indagini.

(Video di MilanoToday)

Il video dei rilievi nella casa in cui è stata uccisa Giulia

I carabinieri sono tornati nella casa dove si è consumato il delitto. Impagnatiello ha ucciso Giulia nel salone, dove il luminol ha rilevato le tracce di sangue più evidenti, quindi una volta uccisa ha adagiato il corpo nella vasca da bagno dove ha tentato di darle fuoco con dell'alcol. La ricerca via web "ceramica bruciata vasca da bagno" fatta il sabato sera alle 19, circa un'ora prima del delitto, è un elemento che indica, a dire della procura, la premeditazione. All'interno della casa l'unica macchia visibile a occhio nudo era proprio l'alone di bruciato nella vasca da bagno. Per il resto tutto in ordine: confezioni di farmaci una in fila all'altra, il  portacoltelli con i coltelli riposti in gradazione a seconda della lunghezza della lama, alle pareti pochi quadri tra cui un'immagine della coppia, su una mensola una serie di foto disposte con cura.

Dalla casa oltre ai coltelli, gli inquirenti hanno portato via anche una bottiglia di benzina, la stessa che potrebbe aver usato nel tentativo di bruciare il corpo. Due bustine di veleno per topi erano invece nello zaino del barman. Un ritrovamento sinistro quest'ultimo perché giorni prima dell'omicidio il 30enne avrebbe fatto delle ricerche online per verificare gli effetti proprio del veleno sugli esseri umani. Secondo la versione dell'uomo il veleno sarebbe servito "al lavoro", in zona avrebbe notato infatti dei roditori.

Quell'"ossessione" per la pulizia il 30enne l'avrebbe messa in atto ripulendo non solo casa ma anche le scale. Alcuni raccontano di aver sentito rumori sordi che avvalorano l'ipotesi che l'abbia trascinata da solo. Impagnatiello ha poi pulito così bene che gli addetti alle pulizie che hanno lavorato nei giorni successivi al delitto non si sono accorti di nulla e hanno - a loro insaputa - cancellato ulteriori tracce. 

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Il processo ad Alessandro Impagnatiello

La procura di Milano è orientata a chiedere il processo con rito immediato per Alessandro Impagnatiello. Una volta raccolti tutti gli elementi la Procura potrà nuovamente contestare la premeditazione, esclusa dal gip Angela Minerva. Il termine per richiedere l'immediato è di sei mesi dalla misura cautelare.

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