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Lunedì, 23 Maggio 2022
La svolta / Brindisi

L'omicidio degli imprenditori Cairo e Spada, dopo 20 anni fermati due fratelli

Nel 2000 Salvatore Cairo scompare nel nulla, dopo sei mesi viene trovato il corpo di Sergio Spada. Cosimo ed Enrico Morleo sono indicati rispettivamente come il mandante e l’esecutore materiale dei delitti. Tutte le accuse

La svolta dopo oltre 20 anni. Due fratelli di Brindisi, Cosimo ed Enrico Morleo, sono stati fermati con l'accusa di duplice omicidio pluriaggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso. La vicenda è quella della scomparsa di Salvatore Cairo - maggio 2000 - e dell’omicidio di Sergio Spada, novembre 2010. Cairo e Spada erano, imprenditori attivi nel settore dei casalinghi. Lo riporta BrindisiReport che ricostruisce la vicenda, ricordando che lo scorso gennaio era stato eseguito un sopralluogo presso un deposito all'inizio della litoranea sud di Brindisi, in cui si presume sia stato consumato l'omicidio di Cairo. Accertamento che lasciava intendere un passo avanti nell'inchiesta.

I provvedimenti sono stati eseguiti all’alba di oggi, 3 marzo, dai poliziotti della Squadra mobile di Brindisi
Cosimo ed Enrico Morleo sarebbero rispettivamente il mandante e l’esecutore materiale degli omicidi. "Le efferate modalità esecutive – si legge in una nota a firma del procuratore della repubblica di Lecce, Leonardo Leone De Castris – e il relativo movente hanno permesso di ritenere entrambe le ipotesi delittuose aggravate dal metodo mafioso”. Determinanti sono state le dichiarazioni rese da un uomo oggi sotto protezione e alcune intercettazioni. Il ermo è stato ritenuto necessario in quanto gli ultimi elementi di prova raccolti erano dimostrativi della volontà degli indagati di darsi alla fuga.

Cairo, ucciso e fatto a pezzi

Salvatore Cairo, 36 anni, la mattina del 6 maggio 2000 era atteso a Lecce per un appuntamento di lavoro. La moglie lo aspettava per pranzo. Non si è mai presentato. Il 9 maggio l’auto dell'imprenditore viene recuperata nei pressi dello svincolo per Squinzano (Lecce) della strada statale che collega Brindisi a Lecce. La macchina era abbandonata nelle campagne con le chiavi inserite nel quadro di accensione. Sul sedile lato passeggero segnali di bruciatura. Il corpo non è mai stato ritrovato e il 4 aprile 2011 il tribunale di Brindisi si è espresso sulla morte presunta dell’imprenditore.

Per gli inquirenti Cairo è stato assassinato "perché ritenuto responsabile di un ammanco di diversi milioni di lire commesso ai danni della Golden Star (società attiva nel commercio di articoli per la casa, di fatto riconducibile a Cosimo Morleo ed allo stesso Salvatore Cairo, liquidata a causa di tale evento), nonché responsabile di aver violato, costituendo la società Indoor Srl, l’obbligo conseguentemente impostogli da Cosimo Morrleo di non svolgere una autonoma attività di distribuzione all’ingrosso di articoli per la casa ma solo ed esclusivamente, quella di vendita ‘porta a porta”.  Secondo gli inquirenti “l’omicidio sarebbe stato consumato con estrema brutalità e il corpo, una volta fatto a pezzi, occultato con le modalità tipiche della cosiddetta lupara bianca”.

Spada ucciso per un affare sbagliato

Diciotto mesi dopo Cairo viene ucciso il 46enne Sergio Spada, titolare della ditta Diamont. Il corpo privo di vita, con un colpo di pistola alla nuca, viene ritrovato in un distributore di benzina abbandonato alle prime luci del 20 novembre 2001.   

Per l'accusa è stato ucciso "perché ritenuto responsabile, da Cosimo Morleo, di essersi ingerito nel rapporto di esclusiva che legava la Mc Europe (società distributrice di articoli per la casa, di fattto riconducibile a Cosimo Morleo) alle società “Tutto Srl” e “Inox Pran” nonché perché ritenuto responsabile di aver stipulato un preliminare di compravendita con il legale rappresentante della Indoor, avente ad oggetto l'acquisto del capannone di tale società, già acquistato da Cairo e per il quale aveva manifestato interesse Cosimo Morleo”. Tale capannone, fra l’altro, poi sarà oggetto di danneggiamento ad opera di ignoti dopo la morte di Spada.

Il sequestro del deposito

I due casi irrisolti sono tornati d’attualità lo scorso 22 gennaio, quando la Squadra Mobile e la Scientifica di Brindisi hanno posto sotto sequestro un immobile nella zona industriale di Brindisi, in località Santa Teresa. Si tratta di un fabbricato che all’epoca dei fatti era utilizzato come deposito di legna. Da quanto accertato dagli investigatori, è lì che è stato ucciso Salvatore Cairo. Gli investigatori perlustrarono l’area per giorni, scoprendo un vecchio pozzo coperto da una lastra di cemento. Il sito è stato ispezionato, ma da quanto risulta non sono stati ritrovati resti umani. 

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