Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Luca Sacchi, nello zaino di Anastasia c'erano 70mila euro: come sono andate le cose

Misure cautelari nei confronti di 5 persone nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Sacchi. La ricostruzione dei drammatici momenti in cui Luca ha perso la vita. Anastasia, secondo il Gip, "ha agito con freddezza e professionalità nella gestione della trattativa"

ANSA

Sono molto più chiari ora i contorni del tragico fatto di sangue. I carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno eseguito venerdì mattina un’ordinanza emessa dal Gip, su richiesta della Procura della Capitale, che dispone misure cautelari nei confronti di 5 persone nell'ambito delle indagini sull'omicidio di Luca SacchiTra i destinatari anche la fidanzata di Luca, Anastasia Kylemnyk, che era con lui la sera dell’omicidio: nei suoi confronti è stato disposto l’obbligo di presentazione in caserma.

Anastasia Kylemnyk, di che cosa è accusata

Anastasia, a quel che si apprende, è accusata di aver tentato di acquistare con un 24enne, ex compagno di scuola di Luca Sacchi e per il quale è stato disposto invece il carcere, un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti. Secondo gli inquirenti nello zaino di Anastasia Kylemnyk c'erano 70 mila euro che sarebbero serviti per acquistare 15 chili di marijuana. Un affare da chiudere insieme a Giovanni Princi, vecchio amico della vittima. 

Omicidio Luca Sacchi: la ricostruzione

Tuttavia Valerio Del Grosso e Paolo Pirino non avevano intenzione di cedere quel quantitativo di droga. Quindi Del Grosso, dopo essersi fatto prestare una pistola da Marcello De Propris ha cercato di tenersi la droga e rapinare la ragazza. Tutto è finito in tragedia con la morte di Luca. E' questa la ricostruzione fatta dalla Procura di Roma e dai carabinieri.

Omicidio Sacchi, la famiglia di Luca: "Anastasia ci ha mentito. Se ha sbagliato è giusto che paghi"

Le indagini, complesse, sono andate avanti in tutto questo mese partendo da uno studio approfondito della scena del crimine, e poi la visione di filmati di videosorveglianza, le attività di pedinamento, intercettazione, ascolto di testimoni e analisi delle banche dati. Disposta la custodia cautelare in carcere, per concorso in omicidio pluriaggravato, rapina aggravata, detenzione illegale e porto in luogo pubblico di un'arma comune da sparo per Del Grosso e Pirino (già in carcere, perché fermati nei giorni successivi all'omicidio) e un terzo ragazzo, Marcello De Propris 22enne che materialmente li ha armati. Custodia cautelare in carcere anche per il 24enne Giovanni Princi, ex compagno di scuola di Sacchi. Anastasia è stata invece colpita dalla misura dell'obbligo di presentazione in caserma.

L'intercettazione tra Del Grosso e De Propris

I reali piani sono emersi anche in un'intercettazione tra Del Grosso e De Propris: "Sentime, a parte i scherzi, sto con un amico mio che conosci, bello fulminato! Ma se invece io vengo a prendeme quella cosa che mi hai detto ieri e glieli levo tutti e settanta? Vengo da te. Te faccio un bel regalo. Non puoi capire Marcè quanti sono. Mi sta a partì la brocca di brutto"

Lorenzo Nicolini su RomaToday ricostruisce la dinamica degli eventi che hanno portato alla morte di Sacchi.

Qualcosa, però, va storto e la rapina immaginata finisce in tragedia. Pirino con una mazza da baseball colpisce Luca Sacchi e Anastasia, intimandole di consegnare lo zaino con 70mila euro. Vedendo le resistenze dei due, Del Grosso esce dalla Smart e spara contro Sacchi: un colpo di arma da fuoco, da distanza ravvicinata. Uno sparo che, secondo la Procura, è stato eseguito "volutamente in direzione del capo" con la calibro 38 che si era fatto prestare proprio da De Propris. 

Anastasia, secondo il Gip, "ha agito con freddezza e professionalità nella gestione della trattativa dell'incarico affidatole di detenzione del denaro e di partecipazione alla delicata fase dello scambio". E' scritto nero su bianco nell'ordinanza di custodia cautelare. "Anche per lei appare sussistente un concreto rischio di reiterazione di delitti della stessa specie di quelli per cui si procede, e solo l'incensuratezza ed il ruolo meramente esecutivo nella compravendita giustificano l'adozione a suo carico della misura non custodiale richiesta dal Pubblico Ministero".

Omicidio Luca Sacchi, c'è la svolta nelle indagini

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