Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Omicidio Marco Vannini, la Cassazione: "Nuovo processo per tutti gli imputati"

I giudici della Suprema Corte hanno accolto la richiesta del sostituto procuratore generale che durante la requisitoria aveva parlato di una "vicenda gravissima e quasi disumana". Le parole della mamma, Marina Conte: "Non ci speravo più. Marco ha riconquistato il rispetto e la giustizia ha capito che non si può morire a vent'anni"

Marco Vannini

Un nuovo processo d'Appello per l'omicidio di Marco Vannini. E' quanto deciso dai giudici della prima sezione penale della Cassazione che hanno accolto la richiesta delle parti civili e del sostituto procuratore generale della Cassazione Elisabetta Ceniccola che al termine della requisitoria aveva chiesto di annullare con rinvio la sentenza d'appello per la famiglia Ciontoli e disporre un nuovo processo per il riconoscimento dell'omicidio volontario con dolo eventuale per la morte del ragazzo, ucciso da un colpo di pistola nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2015 mentre era a casa della fidanzata a Ladispoli, sul litorale romano.

Omicidio Vannini, la Cassazione dispone un appello bis

Ci sarà quindi un appello bis per la morte del giovane. Un nuovo processo per Antonio Ciontoli, accusato dell’omicidio di Marco Vannini, e per i suoi familiari. La decisione della Cassazione è stata accolta dagli applausi dei familiari e amici di Marco. Queste le prime parole della mamma, Marina Conte, dopo la lettura della sentenza in Cassazione: "Non ci speravo più. Non ci posso ancora credere, sono troppo felice. Marco ha riconquistato il rispetto e la giustizia ha capito che non si può morire a vent'anni". 

La prima sezione penale della Corte di Cassazione ha così annullato, con rinvio, la sentenza di secondo grado a carico di Antonio Ciontoli, condannato a 5 anni, per Maria Pezzillo, moglie di Ciontoli, e per i loro figli Federico e Martina, la ragazza di Marco Vannini, condannati a 3 anni. Gli ermellini hanno accolto la richiesta di rimodulare le condanne.

In primo grado Ciontoli era stato condannato a 14 anni, ma in Appello si era visto ridurre la pena a cinque anni.  Alla lettura della sentenza quel giorno esplose la protesta dei familiari e degli amici di Marco: ''La vita di Marco non può valere cinque anni''. Sempre in Appello erano invece state confermate le condanne a tre anni per i due figli di Ciontoli, Martina (fidanzata di Marco) e Federico e per la moglie Maria Pezzillo. 

L'omicidio di Marco Vannini 

Tutti gli imputati erano in casa quando Vannini venne colpito mentre era nella vasca da bagno da un proiettile che dalla spalla arrivò fino al cuore, uccidendolo. Durante il dibattimento il capofamiglia, Antonio Ciontoli, aveva detto di essere stato lui a sparare al fidanzato di sua figlia spiegando però che il colpo sarebbe partito per errore.

Ciontoli raccontò di essere entrato nel bagno per prendere un marsupio con delle armi che aveva dimenticato sulla scarpiera. Marco che era nudo nella vasca, gli avrebbe chiesto di poter maneggiare la pistola. Poi il colpo fatale, partito per errore. I soccorsi vennero chiamati con colpevole ritardo. "Marco ai miei occhi non sembrava grave - disse Ciontoli a 'Storie Maledette' - e pensavo di poter gestire la cosa da solo, ho peccato di umiltà, ho pagato la mia troppa sicurezza. Ma io ero convinto che il colpo di arma da fuoco fosse nel braccio, non pensavo che Marco stesse rischiando la vita. Alla luce di a questa percezione, di questa consapevolezza, tutti i miei comportamenti di quella sera sono chiari”. 

Questa la versione dell'imputato. Una versione a cui la famiglia del giovane non ha mai creduto. 

La mamma di Vannini,: "Marco si poteva salvare"

La famiglia Ciontoli "se ha una coscienza dovrà pensare a quello che ha fatto - ha detto Marina Conte, la mamma di Marco, prima di entrare in Cassazione - Mio figlio si poteva salvare. Oggi qui c'e' 'l'esercito' di Marco che ci ha sostenuto in questi anni: familiari amici e tanta gente che ha scelto di essere con noi, c'e' anche chi arriva dall'estero. Ringrazio tutti quelli che sono qui accanto a noi in questa giornata". 

Dopo la sentenza di Appello l'avvocato di Ciontoli aveva anche presentato ricorso in Cassazione per eliminare "l'aggravante della 'colpa cosciente' ed ottenere così una riduzione di pena". Secondo i giudici però si è trattato di omicidio volontario: tutto da rifare. 

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