Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Omicidio Marco Vannini: "Si è riaperta una porta, nel nuovo processo può succedere di tutto"

Intervistato da 'Radio Cusano Campus' il legale della famiglia Vannini spiega che "le motivazioni della sentenza della Cassazione saranno fondamentali". Il dolore della famiglia di Marco? "Il tempo tende a sminuire, in questo caso no"

Marco Vannini

"Nel processo c'erano da subito tutte le prove", ma "a mio avviso sono state lette in modo inadeguato nei giudizi precedenti, certamente quello di secondo grado. Il 7 febbraio si è completamente riaperta una porta, quindi può succedere di tutto. Le motivazioni della sentenza della Cassazione saranno fondamentali. Con le motivazioni avremmo le istruzioni per l'uso". Così l'avvocato Celestino Gnazi, legale della famiglia Vannini, ha commentato la decisione della Corte di Cassazione di annullare la sentenza di Appello nei confronti dei Ciontoli e disporre un nuovo processo per la morte del ragazzo, ucciso da un colpo di pistola nella notte tra il 17 e il 18 maggio 2015 mentre era a casa della fidanzata a Ladispoli, sul litorale romano.

"Chi ha assistito al processo in Cassazione ha trovato dei giudici che sapevano perfettamente tutto, conoscevano gli atti, la rappresentante della Procura generale era assolutamente preparata, partecipe" ha detto il legale  ai microfoni della trasmissione 'L'Italia s'e' desta', condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus.

"È stato un processo in un tribunale che ti dava la sensazione che ci fosse partecipazione, conoscenza" ha detto ancora Gnazi. "Giudici di quel livello non si fanno certo influenzare dall'esterno, è chiaro che la pressione mediatica ha acceso i riflettori su questa vicenda che è particolare perché c'è anche un binario morale. Sotto il profilo giuridico la soluzione secondo me è assolutamente corretta, è quella che mi ero prefigurato fin dall'inizio della vicenda". 

"È stato esploso un colpo di pistola, non ci sono elementi seri per dire che fosse omicidio volontario, cioè che fosse volontario ucciderlo [Marco Vannini, ndr] con un colpo di pistola", ma "c'e' stato un ritardo enorme nei soccorsi" e "si era subito percepito che quel ritardo nei soccorsi aveva determinato la morte del ragazzo e dunque l'omicidio era lì, nel periodo successivo allo sparo, in quella falsità, in quelle mendacità che si sono verificate tra lo sparo e i soccorsi”.

Il dolore della famiglia di Marco? "Il tempo tende a sminuire, in questo caso no" ha affermato Gnazi. "Questo può dipendere da tanti motivi, ma certamente dipende anche dal senso angoscioso di ingiustizia che la famiglia ha percepito. È un turbine questa vicenda e i genitori ne sono avvinti come se fosse il primo momento. C'era una generalizzata sensazione che la vicenda dal punto di vista giudiziario si sarebbe chiusa il 7 febbraio, però noi ci credevamo e abbiamo fatto bene".

Caso Vannini, una lunga vicenda giudiziaria

In primo grado Ciontoli era stato condannato a 14 anni, ma in Appello si era visto ridurre la pena a cinque anni.  Sempre in Appello erano invece state confermate le condanne a tre anni per i due figli di Ciontoli, Martina (fidanzata di Marco) e Federico e per la moglie Maria Pezzillo. Con la sentenza pronunciata pochi giorni fa la prima sezione penale della Corte di Cassazione ha annullato, con rinvio, la sentenza di secondo grado e accolto la richiesta di rimodulare le condanne.

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