Venerdì, 16 Aprile 2021

Uccisa dall’ex dopo 12 denunce, annullata la sentenza che toglieva il risarcimento agli orfani

La Cassazione accoglie il ricorso presentato dai legali della famiglia di Marianna Manduca, uccisa a Palagonia nel 2007. I tre figli, poco più che bambini all’epoca dei fatti, sono stati adottati da un cugino della donna. Ci sarà un nuovo processo davanti alla Corte d’Appello di Catanzaro

Marianna Manduca (foto CataniaToday)

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dei figli di Marianna Manduca, la donna uccisa dall’ex marito nell’ottobre 2007 a Palagonia (Catania), sul risarcimento corrisposto in seguito all’omicidio della donna. Manduca era stata uccisa a coltellate dall’ex compagno e padre di suoi figli Saverio Nolfo, dopo ben dodici denunce rimaste inascoltate.

I tre figi di Manduca - che all’epoca del delitto avevano 3,5, e 6 anni ed erano stati in seguito adottati da un cugino della donna che non li aveva mai conosciuti ma che aveva deciso di prenderli per evitare che andassero in una casa famiglia - si erano visti riconosciuto in primo grado un risarcimento di 250mila euro dopo che era stata ravvista la responsabilità civile dei magistrati. Lo scorso marzo però la Corte d’Appello di Messina ha annullato il risarcimento dando ragione alla Presidenza del Consiglio che aveva fatto ricorso sostenendo che i magistrati di Caltagirone fecero il possibile all’epoca dei fatti, considerato che non era ancora in vigore una legge sullo stalking. Gli avvocati della famiglia di Mariana Manduca avevano impugnato la decisione in Cassazione davanti alla terza sezione civile. I giudici hanno ora accolto il ricorso, annullando la sentenza e disponendo un nuovo giudizi davanti alla Corte di Appello di Catanzaro.

omicidio marianna manduca ansa-2

Un carabiniere, a Palagonia (Catania), mentre guarda un mazzo di fiori, per terra, nel luogo dove Saverio Nolfo ha ucciso l’ex moglie Marianna Manduca e ferito gravemente l’ex suocero, Salvatore, con un coltello. ANSA/ORIETTA SCARDINO/I51

“Siamo molto soddisfatti della risposta di giustizia arrivata oggi con questa sentenza della Corte di Cassazione. Una sentenza di portata storica”, è il commento all’AdnKronos dell’avvocato Licia D'Amico, che insieme all'avvocato Alfredo Galasso difende i tre orfani di Marianna Manduca. “Questa sentenza che accoglie pienamente il nostro ricorso riconosce - sottolinea l'avvocato - che quanto era stato deciso dalla Corte di Appello di Messina era errato. Ora ci attende un nuovo grado di giudizio. Intanto è arrivato quello che chiedevamo, una parola di giustizia, una sentenza che ne cancella una sbagliata, che toccava una vicenda dolorosa, un femminicidio, una donna, Marianna, che aveva denunciato ma non era stata ascoltata. Oggi arriva un messaggio di incoraggiamento per chi è vittima di violenza”.

Di sentenza “importantissima non solo per la nostra famiglia ma per tutte quelle persone che hanno denunciato e non hanno avuto giustizia” parla anche Carmelo Calì, il cugino di Marianna Manduca che ha adottato i suoi figli, che ora vivono con lui e la moglie nelle Marche. “Ora attendiamo il nuovo giudizio davanti alla Corte d'Appello di Catanzaro. Io nella giustizia ho sempre creduto - dice Calì all’AdnKronos - come anche mia cugina Marianna che ha reagito alla violenza e ha denunciato dodici volte il suo aguzzino prima di essere uccisa. Io e tutti i ragazzi siamo sereni e abbiamo un solo pensiero, quello di avere giustizia”

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