Giovedì, 28 Ottobre 2021
CATANIA

Giovane mamma uccisa dall'ex: "L'amavo, temevo per mia figlia"

"Lei non mi voleva più. Temevo che non mi facesse più vedere la bambina". Sarebbero queste le parole con cui Luca Priolo ha confessato agli inquirenti l’omicidio dell’ex compagna Giordana Di Stefano, la donna uccisa ieri in provincia di Catania

"Io l'amavo ma lei non mi voleva più. Temevo che non mi facesse più vedere la bambina". Sarebbero queste le parole con cui Luca Priolo ha confessato agli inquirenti l’omicidio dell’ex compagna Giordana Di Stefano, la giovane mamma assassinata a coltellate a Nicolosi, in provincia di Catania. Un mix di gelosia e risentimento che si è trasformato in furia omicida. E’ TgCom24 a riportare le parole pronunciate da Priolo prima di essere portato in cella: "Volevo trasferirmi con Giordana e la bimba a New York", avrebbe aggiunto il 30enne. 

Priolo è stato fermato dai carabinieri in stazione a Milano, mentre era in attesa di un treno diretto a Lugano.  E' stato chiamato per nome e si è subito consegnato scoppiando in lacrime. Poi ha confessato tutto. "Sì, sono stato io", ha ammesso, aggiungendo di aver agito durante un raptus di follia. 

LA DINAMICA DEL DELITTO - Martedì sera l'uomo avrebbe chiesto alla propria ex un colloquio chiarificatore alla presenza del cugino della donna. Priolo si sarebbe sempre mostrato tranquillo, tanto che su sua richiesta il parente avrebbe acconsentito a lasciarli soli. 
Il corpo della ragazza, segnato da profonde ferite d'arma da taglio, è stato trovato all'interno della sua auto, un'Audi A2, in una strada di campagna nella periferia della cittadina. Sul posto sono subito intervenuti i carabinieri della compagnia di Paternò e del comando provinciale di Catania, coordinati dal pm Andrea Sorrentino.

LA FUGA IN AUTO - Dopo averla uccisa Priolo è rientrato a casa, poco prima di mezzanotte, ha baciato la madre e si fatto dare le chiavi della sua auto. Prima di uscire ha avuto l'accortezza di lasciare spento e nell'abitazione il suo cellulare. Poi è fuggito verso Milano a bordo di una Fiat Punto. La mamma di Giordana non vedendola rientrare prima dell'alba, si è  recata dai carabinieri di Nicolosi e ne ha denunciato la scomparsa.

UCCISA A COLTELLATE, L'EX CONFESSA: "SONO STATO IO"

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"ERA GELOSO MA NON VIOLENTO" - Secondo fonti legali, Priolo aspirava ad un impiego come guardia giurata e aveva bisogno di chiudere il fascicolo penale per ottenere il porto d'armi.  Le amiche di Giordana lo descrivono come un ragazzo “geloso, ma non violento, lei non aveva paura di lui e non riusciamo ancora a credere che sia stato lui".

LA DENUNCIA PER STALKING - Priolo era stato già denunciato dalla sua ex. Giordana, infatti, era parte lesa nell'udienza preliminare per stalking scaturita da una sua denuncia del 3 ottobre 2013 e in programma proprio oggi. Il procedimento per stalking era scattato dopo che l'ex convivente era entrato in casa della vittima da una finestra. Il giovane si era difeso sostenendo di essere entrato perché aveva visto un'auto sospetta fuori dal portone e voleva garantire la loro sicurezza. 

La Procura di Catania aveva comunque chiesto il rinvio a giudizio dell'imputato. La prima udienza si sarebbe dovuta tenere stamattina, ma è stata rinviata perché il legale dell'imputato ha chiesto il ricorso a riti alternativi. 
 

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