Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca Italia

Si chiamava Piersanti: 40 anni di silenzi sull'omicidio Mattarella

Il ministro del Sud Giuseppe Provenzano: "Quell'assassinio fu un atto di guerra della mafia allo Stato". Ma a 40 anni dal 6 gennaio 1980 il killer di Piersanti Mattarella è ancora ignoto

Il luogo e la macchina in cui è stato ucciso in un attentato Piersanti Mattarella nel 1980 ANSA

"È ancora possibile tentare di dare un nome e un volto al killer di Piersanti Mattarella". Lo ha detto all'Adnkronos Antonino Di Matteo, componente del Csm, in occasione del 40esimo anniversario dell'agguato mortale all'ex Presidente della Regione siciliana Piersanti Mattarella.

Il fratello presidente della Repubblica Sergio Mattarella, venne ucciso il 6 gennaio 1980 davanti agli occhi della moglie, Irma Chiazzese. Fu proprio la vedova a riconoscere in Giuseppe Valerio "Giusva" Fioravanti il presunto killer. Ma il 17 febbraio del 1998 i giudici d'appello confermarono l'assoluzione dell'esponente del gruppo eversivo Nuclei Armati Rivoluzionari e la pista neofascista - basata su un presunto scambio di favori tra mafia e terrorismo di estrema destra - è finita nell'archivio del palazzo di Giustizia di Palermo.

"Ci sono stati numerosi elementi di prova che indicavano Fioravanti come killer di Mattarella - sottolinea Leonardo Agueci, il magistrato che rappresentò l'accusa nel processo d'appello per l'omicidio dell'ex presidente della Regione Sicilia - ora, tutti questi elementi, che in altre situazioni probabilmente sarebbero stati sufficienti per ritenere la responsabilità di un individuo, in questo caso, perché non sono state ritenute valide? Perché hanno trovato come ostacolo un ragionamento esterno, cioè che la mafia non poteva tollerare che un'azione così eclatante la presenza attiva di un soggetto che non ne facesse parte. Il vero argomento che viene citato nelle sentenze è questo".

Fioravanti: "Falcone non credeva alla mia colpevolezza"

A 40 anni di distanza si conoscono i nomi dei mandanti, i più importanti boss di Cosa nostra, ma non del killer che il 6 gennaio del 1980 in via Libertà sparò e uccise il giovane governatore che voleva governare con le "carte in regola".

Piersanti Mattarella aveva firmato in Sicilia leggi di riforma della burocrazia e della contabilità regionale, ma anche una la legge edilizia e di riforma delle norme sugli appalti.

"Vi racconto il mio amico Piersanti Mattarella"

"Sappiamo che si sono riaperte inchieste che gettano ombre inquietanti sull'intreccio tra mafia e politica" ha detto il ministro Giuseppe Provenzano intervenendo alla commemorazione dell'ex Governatore siciliano.

"Noi attendiamo fiduciosi gli esiti ma sappiamo benissimo cosa significò quell'assassinio che fu una dichiarazione di guerra, un atto di guerra della mafia allo Stato".

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