Mercoledì, 23 Giugno 2021
Il racconto

Femminicidio in strada, parla il carabiniere che ha fermato l'assassino: "Non sono riuscito a salvare la vittima"

L'Appuntato Gianluca Coppa, in quel momento non in servizio, stava passeggiando insieme alla moglie per le vie di Roma, quando ha assistito all'aggressione. Il racconto a RomaToday: ''Ho sentito le urla, c'era molto sangue''

La polizia sul luogo del delitto (Foto Ansa)

Nonostante fosse libero dal servizio, nel pomeriggio di sabato 29 maggio è intervenuto per fermare l'assassino Badda Liyanage, la 40enne dello Sri Lanka uccisa a sangue freddo dal marito nel quartiere Portuense, a Roma. Gianluca Coppa, l'Appuntato Scelto Qualifica Speciale dell'Arma in servizio in Toscana che si trovava nel posto in cui si è consumato il femminicidio, ha raccontato quei terribili istanti a RomaToday: "Il mio più grande rammarico è quello di non essere riuscito a salvargli la vita. Si sono sentite delle urla, delle grida di aiuto . Essendo un quartiere molto abitato non riuscivo a comprendere da dove arrivassero". Poi ha girato l'angolo "ed ho visto una donna in terra in una pozza di sangue urlare per il dolore e chiedere aiuto".

Compresa la gravità della situazione "sono andato subito dalla donna per capire cosa fosse successo e per accertarmi delle sue condizioni". Ma la donna è grave, non riesce a spiegare al carabiniere cosa sia accaduto. Alla domanda su come stesse, Badda Liyanage Shantini Priyadarshanie Perera riesce solamente ad alzare il busto ed a mostrare all'appuntato in servizio alla Compagnia di Pontedera le ferite sul petto. "Perdeva tantissimo sangue ma era ancora viva - racconta ancora l'appuntato Coppa -. Poi mi sono girato ed ho visto un uomo dall'altra parte della strada con un'arma in mano". 

Compreso che si trattasse di una aggressione violenta "mentre mia moglie si è avvicinata alla donna per farla rimanere sveglia in attesa dell'arrivo dell'ambulanza mi sono avvicinato a quest'uomo ed ho visto che aveva un coltello da cucina ancora insanguinato in pugno". A quel punto "gli ho detto di gettare l'arma e di fermarsi".

Fra gli occhi atterriti dei tanti cittadini che avevano assistito alla scena, dopo aver notato il monopattino in terra con il quale il 49enne dello Sri Lanka aveva seguito la donna "l'ho fatto sedere ed ho chiamato il Numero Unico per le Emergenze stando attendo a non farlo andare via". 

Cosciente della gravità di quanto accaduto Fernando Koralagamage Chandana "è rimasto fermo dove gli avevo detto di restare in quanto non avevo né le manette né altro per poterlo bloccare". Poi è arrivata la polizia che ha arrestato il 49enne per omicidio volontario sequestrando il coltello da cucina con il quale aveva appena ucciso la compagna. 

Badda Liyanage Shantini Priyadarshanie Perera, da tutti conosciuta come Teresa, è deceduta  all'ospedale San Camillo di Roma a causa delle gravi ferite riportate. La donna è stata colpita con undici coltellate, fra cui due fatali al petto.

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