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Giovedì, 25 Aprile 2024
La sentenza / Napoli

L'omicidio di Rosa Alfieri, ergastolo per il vicino di casa Elpidio D'Ambra

La 23enne è stata strangolata per essersi ribellata a un tentativo di violenza sessuale. L'uomo ha confessato, ma ha sempre detto di avere agito per colpa di "voci nella testa"

Ergastolo. Questa la condanna decisa oggi 12 aprile per Elpidio D'Ambra, il 32enne che ha confessato l'omicidio di Rosa Alfieri, la 23enne uccisa il 1° febbraio 2022 a Grumo Nevano (Napoli). La sentenza è stata pronunciata dalla Corte d'Assise di Napoli.

Rosa è stata strangolata, secondo quanto ricostruito dalle indagini, per essersi ribellata a un tentativo di violenza sessuale da parte di D'Ambra, che era suo vicino di casa. Il 32enne ha poi confessato di aver commesso l'omicidio ma ha sempre detto di avere agito perché sentiva delle "voci nella testa". La Procura aveva chiesto l'ergastolo per l'uomo, richiesta accolta dalla Corte d'Assise di Napoli.

"Ha vinto la giustizia. Oggi è il primo giorno dopo un anno che viviamo un attimo di serenità sapendo che chi si è portato via Rosa, resterà chiuso in carcere senza poter fare ancora del male. Questa sentenza ci rende giustizia ma non colma il vuoto della perdita di una figlia", le parole di Vincenzo Alfieri, padre di Rosa.

Rosa strangolata e trovata in casa di Elpidio D'Ambra

Rosa lavorava nella tabaccheria del fidanzato, il 1° febbraio 2022 viene trovata priva di vita nell'appartamento del vicino di casa in via Risorgimento. Lui è Elpidio D'Ambra, 31 anni. Sembra però sparito nel nulla. C'è solo il cadavere della ragazza sul letto. Nessuna ferita visibile ma - diranno poi i medici - segni di strangolamento.

D'Ambra viene rintracciato e arrestato il giorno dopo. Confessa. Dalle indagini emerge che abitava in quell'appartamento da pochi giorni, lo aveva preso in affitto da un parente della ragazza. La palazzina intera è della famiglia Alfieri.  

Il reo confesso ha sempre detto di avere agito per delle "voci nella testa". Durissima è stata da subito la reazione della sua stessa famiglia. "Non è più mio figlio. Ne facciano quello che vogliono, io sono pronta anche a testimoniare contro di lui", le poche parole dette ai cronisti dalla madre di D'Ambra.

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