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Giovedì, 18 Aprile 2024
Il processo / Roma

Omicidio Luca Sacchi, gli imputati soffrono di claustrofobia: l'udienza salta

Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, accusati del delitto avvenuto nel 2019 a Roma, hanno rifiutato il trasferimento dal carcere di Rebibbia per evitare crisi all'interno della camionetta della polizia penitenziaria

Slitta l'udienza per l'omicidio di Luca Sacchi, prevista per oggi, martedì 14 febbraio. Il motivo? I due imputati soffrono di claustrofobia e hanno rifiutato il trasferimento dal carcere di Rebibbia a piazzale Clodio per evitare di avere crisi sulla camionetta della penitenziaria. Davanti ai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Roma, per la requisitoria del sostituto procuratore generale Francesco Mollace, dovevano comparire i due imputati: Valerio Del Grosso, accusato di essere autore materiale del delitto, condannato in primo grado a 27 anni, e il complice dell’aggressione, Paolo Pirino, già condannato a 25 anni. Entrambi, a quanto si è appreso, soffrirebbero di claustrofobia e a differenza delle scorse udienze, questa mattina non era stato predisposto per loro un mezzo più ampio per portarli in tribunale. In aula non era stato previsto per loro neanche il videocollegamento e, su richiesta della difesa, per garantire il diritto degli imputati a partecipare al processo, si è deciso di rinviare l'udienza al prossimo 23 febbraio.

L'omicidio di Luca Sacchi

Luca Sacchi venne ucciso con un colpo di pistola alla testa nella notte tra il 23 e 24 ottobre 2019 davanti a un pub nella zona di Colli Albani. In primo grado, oltre a Pirino e Del Grosso, i giudici della Corte di Assise hanno condannato a 25 anni anche Marcello De Propris, che consegnò l’arma del delitto. Per la fidanzata di Sacchi, Anastasiya Kylemnyk, accusata di violazione della legge sugli stupefacenti, i giudici hanno deciso una condanna a 3 anni mentre era stato assolto Armando De Propris. L’amico di Luca, Giovanni Princi, dopo l’omicidio fu arrestato e portato in carcere. Per questi fatti Princi ha concordato in appello una pena di tre anni.

I dubbi dei genitori

Anche oggi, come sin dall'inizio del processo, in udienza erano presenti anche i genitori di Luca Sacchi. ''Pirino e Del Grosso soffrono di claustrofobia? Se lo dice un medico va bene, ma quando erano in due nella Smart e hanno ucciso mio figlio non soffrivano di claustrofobia?" ha commentato con amarezza il padre di Luca Sacchi, Alfonso. "Per noi genitori è sempre un’agonia venire qui e poi qui si parla di cavilli’’ ha aggiunto. E la madre di Luca Sacchi, Tina Galati, ha concluso: ‘’Anche io, dopo la morte di mio figlio, soffro di tachicardia e attacchi panico, non vedo l’ora che finisca tutto e restare col mio dolore".

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