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Lunedì, 23 Maggio 2022
Il movente

Alessandro Maja dopo aver ucciso moglie e figlia: "Li ho uccisi tutti, bastardi"

I carabinieri indagano e seguono la pista della crisi familiare. La moglie del killer si era rivolta a un avvocato

Si trovava a terra, sull’uscio della casa, con metà del corpo all’esterno e le ferite sanguinanti, quando ha detto: “Li ho uccisi tutti, bastardi”. Sono le parole proferite con un’inquietante calma da Alessandro Maja, il 57enne accusato di aver ucciso a martellate la moglie Stefania Pivetta e la figlia Giulia e aver tentato di ammazzare anche il figlio maggiore, Nicolò, che ora è gravissimo in ospedale. A testimoniare la scena sono Manuela e Chiara, madre e figlia, le vicine di casa arrivate per prime sul luogo del delitto. Sono state loro a chiamare i soccorsi, denunciando la tragedia familiare che ha investito Samarate, piccolo comune della provincia di Varese.

Alessandro Maja, il designer che ha ucciso moglie e figlia a martellate: il movente è un giallo

Le indagini e la pista della crisi familiare

Sul duplice omicidio stanno indagando i carabinieri lombardi che, in queste ore, sono al lavoro per ricostruire i dettagli delle ultime ore vissute da quella che tutti conoscevano come la famiglia “del Mulino bianco”. Ma le cose non stavano così. Gli investigatori infatti battono la pista della crisi matrimoniale. Andando a scandagliare il profilo Facebook della vittima Stefania Pivetta, di 56 anni, si leggono frasi che invitano alla ricerca della felicità. Aforismi che per la donna avevano un significato e che forse nascondevano un malessere. "C'è sempre tempo per riprendere in mano la nostra vita. Che sia un lavoro, una passione… La paura di perdersi fa perdere momenti preziosi della nostra vita", scriveva a gennaio. Poco prima aveva pubblicato un messaggio per il figlio Nicolò, di 23 anni, fresco di brevetto di volo. "Sono stati momenti duri, complice questa pandemia che non ha facilitato il tuo percorso, ma sei fantastico e la tua forza di volontà ti ha portato oggi a prendere questo benedetto brevetto. Grazie amore, Nicolò ha messo le ali". Parole di speranza per i figli e per lei.

Non parole scritte a caso perché, dai primi accertamenti della Procura, la donna si era anche rivolta ad un avvocato per una eventuale separazione dal marito. Il dubbio dei militari è che a muovere la mano del killer potrebbe essere stato proprio una crisi familiare. Sarebbe dunque l’ultimo femminicidio quello di Stefania Pivetta, che sui social, lo scorso San Valentino, aveva dedicato un pensiero alle donne vittime di violenza: "Il mio San Valentino lo voglio dedicare alle donne che sono morte per mano di un uomo credendo nell'amore" aveva scritto.

Intanto lui, dopo aver tentato il suicidio dandosi fuoco, è stato fermato dai carabinieri. Maja si trova in ospedale per accertamenti. Mentre Nicolò, si trova anche lui ricoverato in ospedale in gravissime condizioni.

Chi è Alessandro Maja, il killer di Samarate

E’ lui a parlare di sé sul sito del Maja group di cui si definisce "fulcro e fondatore", uno studio che aiuta nella progettazione di spazi commerciali per il settore Food and Beverage con sede in via Sforza, lungo il naviglio Pavese. Racconta di essere cresciuto "fra i Caffè milanesi", si descrive come "vulcanico di idee, originali e stravaganti, ma concrete e funzionali" e fra i progetti che elenca ci sono quelli del "relooking" della storica pasticceria Biffi, di spazi all'aeroporto di Malpensa e alla stazione di Cadorna. Non risulta iscritto all'ordine degli architetti ma a quello dei geometri.

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