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Venerdì, 19 Aprile 2024
Ammazzati in casa / Brindisi

Uccide il fratello e la cognata a fucilate: "Ha agito da solo e per motivi economici"

Svolta nelle indagini sull'omicidio di Antonio Calò e Caternina Martucci avvenuto lo scorso 28 febbraio nelle campagne del Brindisino. In carcere Cosimò Calò, 83 anni, che davanti agli inquirenti ha ammesso tutto

Cosimò Calò, uno dei fratelli di Antonio Calò, il 70enne ucciso nel Brindisino insieme alla moglie, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto, per omicidio e porto abusivo di arma da fuoco. La svolta nelle indagini è arrivata mercoledì mattina quando l'83enne si è presentato nella caserma di San Vito dei Normanni per essere interrogato di nuovo dagli inquirenti. A cui ha reso "ampia confessione" del delitto. Dopo le formalità di rito, attorno alle 17.30, è stato portato in carcere. L'avvocata che difende Calò, Carmela Roma, ha detto che il movente è maturato in ambito familiare. L'arma utilizzata per il delitto potrebbe essere un fucile sequestrato lunedì scorso durante le perquisizioni in casa del pensionato. 

Secondo quanto riferito dal comandante della compagnia dei carabinieri di San Vito dei Normanni, Vito Sacchi, l'omicidio è stato commesso nella serata del 28 febbraio scorso e l'anziano ha riferito di aver agito da solo "per motivi economici". 

Uscendo dalla caserma l'avvocata di Calò ha spiegato che il movente è legato soprattutto "a problemi atavici di incomprensioni familiari", ma probabilmente anche a questioni di eredità (nei giorni scorsi si era parlato di dissidi tra fratelli per un casolare di campagna). Cosimo è "confuso" ha detto la legale rispondendo a una domanda sulle condizioni psicologiche del reo confesso, "non è facile superare un trauma di questo genere". 

L'omicidio

I corpi senza vita dei coniugi erano stati trovati la sera di mercoledì 1° marzo nella loro abitazione di Serranova, un modesto casolare nella frazione di Carovigno, nel Brindisino. A scoprire i cadaveri di Antonio Calò e della moglie Caternina Martucci, di 64 anni, è stato un altro fratello dell'uomo, Carmelo. Marito e moglie era riversi per terra, lui davanti alla porta di ingresso, lei in camera da letto. La porta d'ingresso era chiusa, ma non a chiave. Si appurerà in seguito che i coniugi sono stati uccisi a colpi di fucile: uno ha raggiunto il 70enne, due la moglie. Scartata fin da subito l'ipotesi di una rapina finita male, gli investigatori hanno imboccato la pista privata. 

Gli interrogatori e l'arresto

Cosimò Calò era stato ascoltato già ieri mattina come persona informata sui fatti. Questa mattina si è presentato di nuovo in caserma accompagnato dal suo avvocato. L'arresto, scrivono i carabinieri, arriva dopo un'intensa attività investigativa sviluppata "attraverso numerose escussioni di familiari e conoscenti delle vittime, l'acquisizione dei sistemi di videosorveglianza dell'intera zona interessata dagli eventi, intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché la ricostruzione degli spostamenti delle varie persone di interesse investigativo". Le accuse a carico dell'anziano sono di duplice omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela, dalla premeditazione e porto in luogo pubblico di arma comune da sparo. 

(Interviste video di Gianluca Greco, montaggio di Salvatore Barbarossa, redazione di BrindisiReport)

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