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Giovedì, 13 Giugno 2024
Burocrazia e tragedie evitabili / La Spezia

Uccide la moglie a coltellate e si suicida: lei l'aveva denunciato, ma l'appuntamento per il braccialetto elettronico era fissato per oggi

Ennesimo femminicidio. Un uomo di origine tunisina, Hichem Ben Fattoum, 51 anni, operaio, si è presentato nella casa in cui viveva fino a poche settimane prima e ha ucciso a coltellate la moglie, Saida Hammouda, 47 anni tunisina naturalizzata italiana

Si sarebbe potuto prevedere ed evitare il femminicidio di Riccò del Golfo, in provincia di La Spezia? Un uomo di origine tunisina, Hichem Ben Fattoum, 51 anni, operaio, si è presentato nella casa in cui viveva fino a poche settimane prima e ha ucciso a coltellate la moglie, Saida Hammouda, 47 anni tunisina naturalizzata italiana. Poi si è tolto la vita. L'omicidio suicidio risale a due giorni fa.

Carabinieri e medico legale si sono recati sul posto dopo l'allarme lanciato dalla dirigente della scuola frequentata dalla figlia della coppia, una ragazzina di 13 anni. Nessuno ieri si era presentato a riprenderla alla fine delle lezioni. La dirigente si è preoccupata e i carabinieri hanno trovato i due corpi in salotto, in un lago di sangue. L'uomo ha usato un coltello da cucina, colpendo più volte all'addome la moglie. Poi si è ucciso con lo stesso coltello.

Lei lo aveva denunciato un mese fa

La famiglia era seguita da tempo dai servizi sociali, negli anni scorsi aveva ricevuto anche supporto economico dal comune. La coppia avrebbe avuto dissidi, in passato, per l'educazione dei figli (nati in Italia e ben integrati), ritenuta da lui troppo occidentale. E c'erano maltrattamenti. Non voleva che la ragazzina frequentasse in alcuna circostanza, nel tempo libero, giovani dell'altro sesso. Poco più di un mese fa, il 16 aprile scorso, lui era stato denunciato dalla moglie.

L'altro figlio di 16 anni, secondo quanto riportano oggi i giornali spezzini, aveva convinto la mamma a denunciare il padre, perché non sopportava più quel lungo incubo di violenze e soprusi quotidiani. Il 16 aprile madre e figlia erano state medicate al pronto soccorso e non avevano fatto più ritorno a casa. Fino a quando, il 23 aprile, il gip aveva firmato la richiesta del pubblico ministero per il divieto di avvicinamento ai familiari e al domicilio.

Il braccialetto elettronico "in ritardo"

Hichem Ben Fattoum avrebbe dovuto avere anche il braccialetto elettronico, e alle due donne doveva essere consegnato un tracker che lancia un segnale di allarme in caso di avvicinamento. La burocrazia s'è messa di mezzo. Non c'erano braccialetti elettronici disponibili, per via della gran mole di richieste i tempi si sono dilatati, e quindi l'appuntamento per l'applicazione è stato dato un mese dopo. Oggi, 22 maggio. Tardi, troppo tardi.

A prendersi cura dei due ragazzini rimasti orfani è, ora, una zia materna. 

hammouda saida

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