Femminicidi in aumento nell'Italia del 2020: poche ore fa a Portici l'ultima tragedia

A Portici poche ore fa l'ultimo tragico fatto di sangue: uccide la compagna e si butta dal terzo piano. La scia di femminicidi non si ferma in Italia. Crescono gli omicidi commessi da partner o ex partner: il report del Servizio analisi criminale interforze, organismo che mette insieme i dati provenienti dalla polizia, dai carabinieri, dalla finanza e dalle guardie penitenziarie

Il luogo dove un uomo ha ucciso la sua convivente e si è poi gettato da quarto piano della sua abitazione ed e' finito al suolo privo di vita , Portici (Napoli), 27 luglio 2020 . ANSA/CESARE ABBATE

L'ultimo tragico fatto di sangue è di poche ore fa. Omicidio-suicidio a Portici, in provincia di Napoli. Giovanni Fabbrocini, 55 anni, dopo una violenta lite con la compagna Maria Adalgisa Nicolai, 58 anni, ricercatrice universitaria ad Agraria, l’ha uccisa a coltellate infierendo sul corpo con numerosi fendenti. Ha quindi aperto la finestra al terzo piano di un palazzo di via della Libertà e si è lanciato nel vuoto morendo sul colpo.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della stazione di Portici e del Nucleo investigativo di Torre Annunziata per i rilievi. La donna è stata trovata con numerose ferite da arma da punta e taglio, presumibilmente un coltello da cucina. Poco prima dell'accaduto, alcuni vicini avevano sentito delle urla provenire dall'appartamento nel quale i due convivevano. Entrambi erano incensurati e non risultano denunce presentate da un convivente nei confronti dell'altro. La scena del crimine è apparsa molto cruenta agli occhi dei militari.

La lunga scia di femminicidi non si ferma in Italia. Uomini che uccidono le donne, spesso tra le mura di casa. Secondo il report del Servizio analisi criminale interforze, un organismo che mette insieme i dati provenienti dalla polizia, dai carabinieri, dalla finanza e dalle guardie penitenziarie, i numeri confermano ciò che la cronaca ci racconta tutti i giorni: prima, durante e dopo il lockdown, i femminicidi non hanno mai segnato il passo. Il periodo del lockdown ha infatti influito positivamente sul numero totale degli omicidi, ma non sugli omicidi con vittime di sesso femminile. È uno dei dati più significativi che emerge dal report elaborato dal Servizio analisi criminale della direzione della Polizia criminale diretta dal prefetto Vittorio Rizzi.

Femminicidi gennaio-giugno 2020: il 77% delle donne uccise in famiglia

Il documento analizza l’andamento dei reati riconducibili alla violenza di genere nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2020, confrontato con l’analogo periodo dell’anno precedente. Sono stati esaminati, in particolare, i cosiddetti reati spia relativi alla violenza di genere e i delitti potenzialmente riconducibili a liti familiari, soprattutto se consumati in ambito domestico. L’incidenza degli atti persecutori rivolti contro le donne ha avuto un andamento costante pari al 76% nello scorso anno, mentre nel 2020 si è passati dal 76% di gennaio, al 71% ad aprile e maggio, per poi risalire al 73% a giugno.

Oscillante nel 2020 anche la percentuale di donne vittime di maltrattamenti da parte di familiari e conviventi: dall’82% di gennaio il dato scende al 78% del mese di maggio, risalendo all’82% nel mese di giugno, mentre nel 2019 si attestava sull’83% in maniera pressoché costante. Le violenze sessuali, dopo il periodo di lockdown, risultano in aumentano a maggio e ancora di più a giugno, restando sempre al di sotto dei dati registrati a gennaio e febbraio 2020.

Anche i reati di minaccia, lesione personale e percosse in ambito familiare restano inferiori rispetto ai dati del 2019: durante il periodo del lockdown si registra un’importante flessione, addirittura un dimezzamento nei mesi di marzo e aprile rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, ma i reati tornano a crescere nei mesi di maggio (10.828) e giugno (10.662). Gli omicidi volontari che si confermano in calo del 19% rispetto a quelli dell’anno scorso (da 161 a 131). Le vittime di sesso femminile, però, aumentano (da 56 a 59) e, se nel 2019 costituivano il 35% degli omicidi totali, nel 2020 l’incidenza si attesta al 45%.

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Stesso trend per quanto riguarda gli omicidi in ambito familiare/affettivo che, seppur in diminuzione rispetto all’anno scorso (da 73 a 69), presentano un aumento dell’incidenza sul totale degli omicidi (da 45% a 53%). Anche le vittime di sesso femminile aumentano (da 45 a 53) e cresce l’incidenza (dal 62% nel 2019 al 77% nel 2020). Crescono, infine, gli omicidi commessi da partner o ex partner (da 32 a 36) e l’incidenza di donne uccise in questo modo (da 71% nel 2019 al 68% nel 2020). Il report può essere letto e scaricato a questo indirizzo.

Nessun risarcimento potrà essere chiesto agli orfani di femminicidio 

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