Martedì, 16 Luglio 2024
Omicidio Giulia Tramontano / Milano

Alessandro Impagnatiello ha agito da solo? Si cercano impronte su guanti e sacchetti

Gli inquirenti inizieranno gli accertamenti irripetibili su alcuni reperti sequestrati nella casa di Senago dove Giulia Tramontano è stata uccisa dal fidanzato

La risposta all'ultima domanda rimasta senza risposta: Alessandro Impagnatiello ha avuto un complice? Cominceranno oggi, lunedì 19 giugno, gli accertamenti irripetibili su alcuni reperti sequestrati dai carabinieri nella casa di via Novella a Senago in cui il barman 30enne dell'Armani bar lo scorso 27 maggio sera ha ammazzato con 37 coltellate Giulia Tramontano, la sua fidanzata 29enne, incinta al settimo mese. 

Sotto la lente d'ingrandimento finiranno una serie di confezioni di detersivi - ammoniaca, candeggina e sapone liquido di Marsiglia -, una confezione di guanti in lattice e alcuni rotoli di sacchetti di plastica. Le analisi si terranno nei laboratori della sezione "Investigazioni scientifiche" dei carabinieri di Milano e riguardano tutto quanto usato dal killer reo confesso per pulire l'appartamento e sbarazzarsi del cadavere della compagna, ammazzata perché aveva scoperto che il suo uomo aveva un'altra vita e un'altra fidanzata, una collega 23enne anche lei rimasta incinta prima di abortire a gennaio scorso. 

Al vaglio anche lembi di cellophane con cui il 30enne ha avvolto il corpo, poi abbandonato dietro alcuni box in via Monte Rosa e fatto ritrovare da Impagnatiello nella notte tra il 31 maggio e il 1 giugno, giorni dopo che lui stesso aveva denunciato la scomparsa di Giulia, cercando di costruirsi un alibi. Le analisi sui reperti serviranno - soprattutto, ma non solo - per cercare di isolare le impronte presenti. L'obiettivo è comprendere se il barman sia stato aiutato da qualcuno nelle fasi successive all'omicidio. Lui ha raccontato di aver fatto sempre tutto da solo: di aver portato il corpo nella vasca - dove ha cercato di bruciarlo - di averlo spostato nel box, dove è andato in scena un secondo tentativo di ardere il cadavere, poi in cantina, di nuovo nel box, in auto e quindi nel punto in cui è stato scoperto. 

Al momento non ci sono elementi concreti che facciano pensare alla presenza di complici - anche perché il barman ha utilizzato anche un carrellino comprato in un ferramenta poco dopo l'omicidio -, ma investigatori e inquirenti vogliono comunque escludere ogni minimo dubbio. 

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