Domenica, 19 Settembre 2021
Omicidi

Donna uccisa e fatta a pezzi, i fermati sono il convivente e suo nipote

A una svolta le indagini sull'omicidio di Khadija Bencheikh, la donna trovata morta il 30 dicembre scorso in un campo di ulivi a Valeggio sul Mincio

I carabinieri sul luogo del ritrovamento

Potrebbero ad essere a una svolta le indagini sull'omicidio di Khadija Bencheikh, la donna trovata morta il 30 dicembre scorso in un campo di ulivi a Valeggio sul Mincio, in provincia di Verona. Nella serata di ieri,  il pubblico ministero Giovanni Pietro Pascucci che coordina le indagini, ha infatti emesso un provvedimento di fermo nei confronti di Agim Ajdinaj, uomo 51enne di nazionalità albanese, residente a Verona in zona Stadio presso un condominio di piazzale Olimpia, nonché convivente da circa un anno della vittima.

Agim Ajdinaj è un pensionato e, dopo una prima fase delle indagini che sembrava non vederlo tra i possibili sospettati dell'efferato omicidio, si trova ora ad essere gravemente indiziato di aver ucciso e fatto a pezzi il corpo di Khadija Benecheikh, la donna 46enne, separata dal marito da circa 9 anni, cittadina di nazionalità marocchina che da diverso tempo abitava a Verona e lavorava in Borgo Roma.

Secondo quanto riferito dagli inquirenti, oltre al compagno di Khadija ad essere coinvolto nel terribile delitto, sarebbe anche Lisand Ruzhadija, uno studente 27enne di nazionalità albanese, anch'egli residente a Verona e nipote proprio di Ajdinaj, il convivente della donna uccisa.

Sarebbero entrambi accusati di "omicidio volontatio e occultamento di cadavere", ma per il momento si attende ancora la convalida delll'arresto da parte del gip. I carabinieri che hanno confermato l'indiscrezione, precisano che sono comunque in corso ulteriori approfondimenti delle indagini, in attesa dell'udienza di convalida.

Omicidio Valeggio sul Mincio, il ritrovamento del corpo

La donna, ritrovata morta e fatta a pezzi con una sega circolare la sera del 30 dicembre presso un campo di Valeggio sul Mincio in località Corte Gardoni, viveva in Italia da vent'anni. Era divorziata dall'ex marito da ben nove anni e conviveva da circa un anno  in zona Stadio nei pressi di un condominio in piazzale Olimpia con Adinay, un uomo di nazionalità albanese, il quale non è mai stato iscritto nel registro degli indagati. Un fratello di lei vive invece a Brescia e, pare, non sapesse della relazione con il compagno albanese.

Chi era la vittima

Khadija lavorava in Borgo Roma e la sera del 29 dicembre, presumibilmente il giorno in cui è stata uccisa, si era presentata regolarmente sul posto di lavoro, da dove era stata vista andarsene intorno alle 19. Poi di lei si perdono le tracce, fino al macabro ritrovamento del suo corpo smembrato in una decina di parti, la sera successiva all'interno del recinto di un cavallo a Corte Gardoni.

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