Giovedì, 29 Luglio 2021
Omicidi

Varani, i killer si accusano a vicenda: "Non ho dato io quella coltellata fatale"

Convalidata l'ordinanza di custodia cautelare, ma il gip non ha riconosciuto la premeditazione. "È stato Manuel a ucciderlo senza pietà mentre Luca si lamentava e chiedeva di non morire", avrebbe detto Marco Prato agli inquirenti

Marco Prato

Omicidio volontario aggravato dalle sevizie e dalla crudeltà. Con questa accusa è stata emessa ieri a tarda sera un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Manuel Foffo e Marco Prato, i due giovani accusati dell'omicidio di Luca Varani, avvenuto venerdì scorso a Roma.

Il gip, Riccardo Amoroso, non ha riconosciuto l'aggravante della premeditazione per la quale, i due, detenuti nel carcere di Regina Coeli, restano indagati.

Intanto i due accusati forniscono versioni contrastanti dei fatti. Pasquale Bartolo, legale di Prato, ha detto ieri ai giornalisti che non è stato il suo assistito a sferrare la coltellata mortale a Varani, come detto finora.

"Abbiamo risposto al gip, abbiamo chiarito di fronte ai magistrati e chiarito il ruolo in questa vicenda del mio assistito che è diverso da quello finora ricostruito", ha detto il legale. Bartolo ha poi confermato che il "ragazzo era a casa di Manuel Foffo quella sera dove poi è arrivato Varani" ma ha ribadito che "le cose non sono andate come ricostruito finora".

"È stato lui a ucciderlo senza pietà mentre Luca si lamentava e chiedeva di non morire", avrebbe detto Prato agli inquirenti: "Foffo gli ha tagliato le corde vocali per paura che gridasse". Secondo Prato, dopo il delitto Manuel Foffo lo avrebbe costretto a pulire la scena del crimine: "Mi trattava come una femminuccia. Io gay e lui che si dichiarava etero. Ho detto mi voglio ammazzare, questa cosa è atroce". 

LA VERSIONE DI MARCO PRATO - E rispondendo alle domande dei giornalisti, se fosse stato Prato, come detto dall'altro ragazzo arrestato, a dare la coltellata fatale alla vittima, l'avvocato ha dichiarato: "No". In precedenza, Bartolo aveva anche detto che il suo assistito "si è dimostrato pentito" e "non si avvarrà della facoltà di non rispondere". "Come sta? Sta come un ragazzo che ha appena tentato il suicidio. So che prima di tentare il suicidio ha scritto una lettera di cui non conosco il contenuto, perché è stata sequestrata".

"FALSO, HA FATTO TUTTO DA SOLO" - Davanti al gip di Roma, Manuel Foffo, l'altro fermato, ha ribadito a sua volta che il colpo mortale a Varani lo ha dato Prato. Foffo "ha detto che a dare il colpo finale è stato Prato e, per quanto si ricordava, ha con dovizia di particolari chiarito bene tutto il quadro": lo ha riferito l'avvocato Michele Andreano, il legale di Foffo, al termine dell'interrogatorio di garanzia del suo assistito. 

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