Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca Roma

Omicidio Varani, Prato non risponde ai pm: "Cada la premeditazione e parlerò"

L'avvocato del ragazzo reo confesso dell'omicidio del 23enne romano: "Il pubblico ministero continua a contestargli l'aggravante della premeditazione, nonostante la decisione del gip di farla cadere"

Luca Varani e Marco Prato

ROMA - Ha fatto scena muta di fronte al pubblico ministero Francesco Scavo, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Marco Prato, il 29enne in carcere per l'omicidio di Luca Varani, ha scelto il silenzio.

A spiegare il perché è l'avvocato del "re della movida", Pasquale Bartolo: "Il mio assistito non ha risposto per un motivo preciso: il pm continua a contestargli l'aggravante della premeditazione, nonostante la decisione del gip di farla cadere. Prato risponderà al pm appena gli verrà contestata l'imputazione così come indicata nell'ordinanza di custodia cautelare del gip".

Resta valida la versione resa ormai dieci giorni fa da Prato. I due secondo quanto ha riferito non avrebbero cercato nessuna vittima da uccidere, bensì una "vittima" per una violenza sessuale perché "Manuel avrebbe voluto vivere un esperienza estrema". Prato ha rivelato di essere succube dell'amico: all'arrivo del 23enne Luca Varani i tre avrebbero cominciato delle pratiche erotiche, ma poi Foffo avrebbe perso la testa massacrando Varani a colpi di coltello e martello, incitando l'amico Prato a strozzarlo per non farlo urlare.

Quella del silenzio potrebbe essere una strategia difensiva e anche domani, davanti al giudice del riesame, potrebbe scegliere di non parlare.

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