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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Inchiodato dall'esame del dna / Brescia

Yassine massacrato e abbandonato in strada, il sospettato confessa: "L'ho ucciso io"

Il fermato ha ammesso le proprie responsabilità. Quando i carabinieri lo hanno bloccato aveva ancora i vestiti sporchi di sangue

Svolta nelle indagini sull'omicidio di Yassine Ezzabir, il 25enne di origini marocchine picchiato a morte domenica sera in un parco pubblico a Brescia. Il ventisettenne di origini somale fermato con l'accusa di omicidio volontario, Habile Mire, ha confessato.  

Come è stato ucciso Yassine

Come si legge su BresciaToday. Yassine Ezzabir, di origini marocchine e residente a Desenzano, domenica sera era in città insieme al fratello. Avrebbe incontrato da solo Habile Mire tra via Sardegna e via Creta, zona Lamarmora a Brescia Due. I due litigano e Yassine viene colpito a bottigliate (e forse a coltellate) poi viene colpito con una pietra in testa. Sanguinante, si trascina fino all'ingresso di un parcheggio e si accascia sulla sbarra di accesso, abbattendola. I residenti danno l'allarme, viene soccorso e portato in ospedale. Qui muore dopo circa 24 ore.

I vestiti sporchi di sangue e la confessione

I carabinieri analizzano le immagini delle telecamere di videosorveglianza e arrivano ad Habile Mire, che viene rintracciato in uno stabile abbandonato di via Sardegna. Indossa vestiti sporchi di sangue e ha con sè un coltello, forse lo stesso utilizzato contro il 25enne. Ora dopo ora la sua posizione si aggrava. L'esame del dna conferma che il sangue che ha macchiato i suoi abiti è quello della vittima. Poi la confessione. Ancora da ricostruire il movente. Non è chiaro cosa abbia scatenato tanta violenza nei confronti della vittima. 

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