Open Arms, Salvini cede a Conte: "Autorizzo lo sbarco dei minori, ma è una tua scelta"

"La situazione a bordo della Open Arms è ormai insostenibile" dice Gatti, il capo missione. Nuovo scontro tra Conte e Salvini

La Open Arms davanti a Lampedusa (Ansa)

Open Arms, nuovo scontro Salvini-Conte. Il Viminale acconsente allo sbarco dei 27 minori non accompagnati a bordo della nave che si trova davanti all'isola di Lampedusa: ora restano a bordo in 107.

Il premier ha scritto ieri in tarda serata al ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ribadendo tra l'altro la richiesta di far sbarcare i minori dalla nave Open Arms. Conte conferma che dalla Commissione europea è stata confermata la disponibilità di una pluralità di Paesi europei (Francia, Germania, Lussemburgo, Portogallo, Romania e Spagna) a condividere gli oneri dell'ospitalità "per tutte le persone di cui ci stiamo occupando, anche indipendentemente dalla loro età".

Salvini cede: "Autorizzo lo sbarco dei minori, mio malgrado"

Continua quindi il carteggio tra Conte e Salvini dopo lo scambio di Ferragosto. "Prendo atto che disponi che vengano sbarcati i (presunti) minori attualmente a bordo della Open Arms" e "darò pertanto, mio malgrado, per quanto di mia competenza e come ennesimo esempio di leale collaborazione, disposizioni affinché non vengano frapposti ostacoli all'esecuzione di tale Tua esclusiva determinazione, non senza ribadirti che continuerò a perseguire in tutte le competenti sedi giurisdizionali l'affermazione delle ragioni di diritto che ho avuto modo di esporti", scrive il ministro dell'Interno Matteo Salvini al premier Giuseppe Conte.

Open Arms, a bordo situazione "insostenibile"

"La situazione a bordo della Open Arms è ormai insostenibile". Così Riccardo Gatti, capo missione dell'organizzazione non governativa Proactiva Open Arms. "Ieri abbiamo mandato un comunicato alla Merkel, al presidente francese Macron, a Sanchez, il presidente spagnolo, al presidente del parlamento europeo e alle autorità italiane informando della situazione insostenibile a bordo. Abbiamo 134 persone più altre 19 che ormai rimangono sequestrate quando già è stata dettata dal tribunale amministrativo la situazione di estrema vulnerabilità. In questo momento se dovesse, come già è stato spiegato da psicologi e medici a bordo, svilupparsi un'altra azione collettiva non possiamo sicuramente controllarla".

Viminale, la linea sul caso Open Arms non cambia

Nonostante, l'autorizzazione a far sbarcare i minori, fonti del Viminale fanno sapere che Matteo Salvini ha risposto alla lettera del presidente del Consiglio ribadendo che la linea del Ministero non cambia. "L’imbarcazione con bandiera spagnola di una ong spagnola ha preferito restare in mezzo al Mediterraneo per 16 giorni anziché dirigersi direttamente verso la Spagna. Una scelta politica a danno dell’Italia e sulla pelle degli immigrati, come già successo in passato - si legge nella nota -  Eppure, il presidente del Consiglio ha scritto un’altra missiva a Salvini per chiedere di far scendere a terra i minori, che fino a certa identificazione sono da considerare presunti. Il via libera allo sbarco di queste persone è esclusiva responsabilità del presidente Conte, che sollecitava un intervento quando la nave si trovava ancora in acque internazionali. Mentre Madrid non muoveva un muscolo, a Roma si moltiplicavano le pressioni".

"L’indirizzo politico di Salvini, supportato giuridicamente, è diverso da quello del presidente del Consiglio. Già lunedì il ministro auspica novità a proposito del ricorso sulla decisione del Tar del Lazio, ed è certo che la linea della fermezza e della difesa dei confini e della dignità dell’Italia è condivisa dalla stragrande maggioranza dei cittadini di questo Paese". "Ti rappresento il rammarico e la preoccupazione che tale tua determinazione possa provocare una irreversibile e onerosa presa in carico, per il nostro Paese, dell'assistenza di soggetti, che successivamente potrebbe rivelarsi non dovuta'' aggiunge il ministro dell'Interno Matteo Salvini nella lettera inviata al presidente del Consiglio.

Open Arms: "Non siamo pirati somali"

"Siamo in stato di necessità". A dichiararlo al Pais è una portavoce di Open arms, la nave che da 16 giorni si trova in mare con 134 migranti tratti in salvo. "Da 16 giorni siamo in cerca di un porto sicuro dove sbarcare", afferma la portavoce. "Abbiamo informato della nostra situazione le autorità , senza aver ottenuto alcuna risposta e ci troviamo in uno stato di necessità". "Scusate se disturbiamo le vostre vacanze, ma siamo cittadini spagnoli, vittima di un sequestro, non pirati somali", afferma su Twitter Oscar Camps, fondatore di Open Arms.

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