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Domenica, 26 Maggio 2024
Aveva solo 44 anni / Lodi

Morire lavorando sotto al sole durante l'ondata di calore

Un operaio di Cinisello ha avuto un attacco cardiaco mentre stava riqualificando la segnaletica orizzontale a Lodi a mezzogiorno. Fratoianni: "Non si può morire così". I sindacati: "Gli strumenti per evitare questa situazione ci sono, dalla cassa integrazione alla sospensione del lavoro"

Un operaio di 44 anni è morto ieri mentre stava lavorando alla segnaletica stradale di una piazzola ecologica a Lodi. Vernice a spruzzo alla mano, si è accasciato a terra. C'erano 40 gradi.

Il dramma si è consumati in pochi istanti intorno a mezzogiorno. Il 44enne originario di Cinisello era all'interno della piazzola ecologica di Strada Vecchia Cremonese, al confine con le campagne cittadine, e stava riqualificando la segnaletica orizzontale. Una spianata di cemento senza ombra. Poi l'attacco cardiaco e la caduta sull'asfalto: i soccorsi, il trasferimento in ospedale, tutto inutile. L'uomo è morto nonostante i tentativi di rianimarlo proseguiti a lungo anche nella struttura sanitaria.

"Non si può morire sul lavoro, non si può morire per il troppo caldo. In questi giorni siamo di fronte a un’ondata di caldo anomalo e a livelli insopportabili. Forse è il caso che nelle ore più torride vengano presi tutti gli accorgimenti utili a evitare tragedie come quella accaduta oggi a Lodi", scrive su Twitter il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, parlamentare dell’Alleanza Verdi Sinistra.

Enrico Vizza, segretario generale della Uil Lombardia, attacca: "Attendiamo l’esito della magistratura di cui abbiamo fiducia. Se si appurasse che la morte di oggi è dovuta al caldo allora chiediamo che venga inserito il reato di omicidio sul lavoro". Sulla stessa lunghezza d'onda Salvatore Cutaia, segretario Feneal Uil Milano, Lodi, Pavia e Cremona: "Anche oggi ci troviamo a commentare l'ennesimo morto sul lavoro. Il clima è una causa di incidente e anche di morte. Ne abbiamo parlato solo alcuni giorni fa in un convegno organizzato da Asle-rlst. E ora ci troviamo davanti a una morte che poteva essere ampiamente evitata perché non si tratta di una causalità. Sono giorni  - continua - che i media ci ripetono che in questi giorni si sarebbe raggiunto il picco di calore gli strumenti per evitare questa situazione ci sono. C’è la cassa integrazione, la sospensione del lavoro e le accortezze che si possono mettere in cantiere. Però purtroppo queste azioni non sono state messe in campo e ci troviamo ancora una volta a dover piangere un lavoratore di 44 anni che ha solo fatto il suo lavoro. Dobbiamo interrogarci seriamente e sanzionare pesantemente le responsabilità di una morte evitabile". 

L'ondata di calore entra nella sua fase più bollente. Giovedì i bollini rossi saliranno a 10. La lista delle città roventi: Firenze, Frosinone, Latina, Perugia, Rieti, Roma, Bologna, Viterbo, Campobasso e Pescara. Le temperature una decina di gradi sopra la media stagionale. Fa troppo caldo anche di notte, le strutture sanitarie sono in allerta.

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