Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca Torino

Operaio licenziato dopo il trapianto di fegato: i colleghi scioperano

Il metalmeccanico farà causa allʼazienda dopo aver ricevuto la lettera di licenziamento, ma intanto ha incassato la solidarietà degli altri lavoratori

Antonio Forchione ha 55 anni ed è un metalmeccanico. “Mi hanno fatto una visita e mi hanno dichiarato inabile, mi hanno costretto a tre settimane di ferie forzate. Poi lunedì scorso mi è arrivata la lettera di licenziamento”, racconta al Corriere della Sera non nascondendo l'amarezza.

Otto mesi dopo aver subìto un trapianto di fegato, l'azienda per la quale lavorava, la Oerlikon Graziano di Rivoli (Torino), lo ha licenziato.

Sono un operaio universale, ci chiamano così ora. Ho sempre lavorato su tre turni. Dicono che ora non posso più fare il lavoro che facevo e non sanno che mansione affidarmi. Non c’è nessuna posizione per me, ero anche disposto a un demansionamento, avrei accettato di fare qualunque cosa, fotocopie in un ufficio o il fattorino.

L'operaio, a cinque anni dalla pensione, farà causa all'azienda per ottenere un risarcimento. In attesa che la magistratura faccia il suo corso, si sono però mossi i sindacati.

Fim, Fiom e Uilm hanno proclamato uno sciopero di due ore su tutti i turni e alla protesta hanno aderito anche i lavoratori dello stabilimento di Luserna San Giovanni. Si tratta del terzo caso dopo quello di due delegati Fiom nelle fabbriche di Bari e di Sommariva Bosco. La Oerlikon Graziano ha circa settecento dipendenti a Rivoli, oltre 1.500 in Italia.
 

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