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Venerdì, 12 Aprile 2024
Morti sul lavoro / Lecce

Operaio morto nell'impastatrice, condannato a 7 anni l'imprenditore Scarlino

Condannato anche il fratello dell'imprenditore, Antonio Scarlino, addetto alla sicurezza interna nel salumificio

Si è concluso il processo di primo grado per la morte di Mario Orlando, l’operaio di 51 anni che il 30 agosto del 2013, rimase stritolato tra le pale di un’impastatrice all’interno del noto salumificio Scarlino a Taurisano, provincia di Lecce.

Scivola nell'impastatrice, operaio muore straziato dalle lame a Taurisano Lecce (today.it)

Per l'atroce morte dell'operaio è stato condannato a 7 anni di carcere l'imprenditore 61 enne Attilio Scarlino, mentre il fratello Antonio, che in azienda riveste l'incarico di delegato alla sicurezza interna, invece, dovrà scontare quattro anni di reclusione.

Inizialmente, i sette indagati rispondevano della morte di Orlando come conseguenza di altro reato e rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. Il primo capo d’imputazione, però, è stato riqualificato in omicidio colposo con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.

Come riporta LeccePrima, i due fratelli Scarlino dovranno anche risarcire le parti civile, ovvero la moglie, i due figli e i sei fratelli dell'operaio. Per moglie e due figli è stata inoltre già disposta una provvisionale di 50mila euro ciascuno. Per il secondo capo d’imputazione - rimozione od omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro - i fratelli sono stati invece assolti per non aver commesso il fatto.

L'incidente e gli altri imputati

Antonio Orlando era rimasto intrappolato tra le lame dell'impastatrice alla quale stava lavorando. Il corpo fu estratto dai colleghi, che avevano cercato invano  di rianimarlo. Un morte atroce dovuta, come accertato nel corso delle indagini, si disse nel corso dell’indagine, anche alla rimozione dei sistemi di sicurezza del macchinario, affinché non vi fossero interruzioni nella produzione.

Le indagini furono condotte dagli investigatori del commissariato di polizia di Taurisano e portarono all'individuazione di altri 5 imputati, oltre ai fratelli Scarlino: Luigi De Paola, 53enne di Ruffano, capo reparto produzione; Roberto Vocino, 54enne e Fred Sprenger, 60enne, residenti in Germania e tecnici dell’impresa produttrice del macchinario. Tra gli imputati, infine, gli operai manutentori Antonio Scarlino, 70enne (omonimo del responsabile della sicurezza) e Massimo Rizzello, 41enne, entrambi di Taurisano. Per tutti loro, la sentenza emessa dalla giudice Elena Coppol ha sancito le assoluzioni e non luoghi a procedere, laddove è intervenuta la prescrizione. Non luogo procedere per via della prescrizione anche per Daniele Carangelo, operaio 45enne di Taurisano, imputato per false informazioni al pubblico ministero e favoreggiamento in quanto avrebbe mentito agli inquirenti per tutelare il datore di lavoro.

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