Lunedì, 14 Giugno 2021
I carabinieri nelle strutture

Gli 87 operatori sanitari non vaccinati scovati nelle Rsa

Sei strutture ricettive per anziani chiuse e 87 operatori trovati senza vaccinazione covid: è il bilancio di un'operazione dei carabinieri dei Nas, anche alla luce della recente ordinanza sull'apertura alle visite

La stanza degli abbracci nella Rsa Giovanni Paolo II di Bollate (Milano), 22 dicembre 2020. ANSA/ANDREA FASANI

Pochi giorni fa il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un'ordinanza che consente le visite in sicurezza nelle Rsa. Il provvedimento, valido fino al 30 luglio, subordina la possibilità di visita nelle residenze sanitarie assistenziali al rispetto del documento adottato dalla Conferenza delle regioni e integrato dal Comitato tecnico scientifico che prescrive una serie di precauzioni e di limitazioni (qui tutti i dettagli). Anche alla luce della recente ordinanza sull'apertura alle visite, i carabinieri del Nas (nuclei antisofisticazioni e sanità) hanno effettuato una campagna di controlli condotta sull'intero territorio nazionale, d'intesa con il ministero della Salute. Nei primi dieci giorni del mese di maggio sono state verificate 572 strutture sanitarie e socio-assistenziali, constatando irregolarità presso 141 di esse, pari al 25% degli obiettivi ispezionati. I carabinieri hanno verificato la corretta erogazione dei servizi di cura ed assistenza a favore delle persone anziane e disabili nelle cliniche e strutture che le ospitano, con particolare attenzione alla riduzione del contagio da Covid-19.

Le ispezioni hanno determinato la contestazione di 197 violazioni penali ed amministrative, per un valore di 43mila euro, deferendo all'autorità giudiziaria 36 persone e segnalandone ulteriori 136 alle autorità. Nel corso dell’attività, i carabinieri del Nas hanno rilevato 63 violazioni per inosservanza delle misure di contenimento alla diffusione da Covid-19, riconducibili alla mancata attuazione di protocolli per la prevenzione anti covid, delle operazioni di sanificazione ed uso di dispositivi di protezione individuale da parte degli operatori. Gli accertamenti hanno evidenziato anche criticità importanti circa il livello di assistenza fornito agli ospiti.

Non solo, perché è emersa la presenza di operatori sanitari e personale addetto alle strutture risultati privi di copertura vaccinale, divenuta obbligatoria da aprile scorso. Tale fenomeno, riscontrato in almeno 42 strutture socio-sanitarie in varie province per complessivi 87 tra infermieri, fisioterapisti, operatori socio-assistenziali e altro personale destinato al contatto diretto con gli anziani, rappresenta un potenziale anello di debolezza nella strategia di tutela al possibile contagio degli anziani ospiti, proprio in un periodo di riapertura delle visite esterne dei familiari. Inoltre, alcuni interventi, tra i quali quelli condotti dai Nas di Pescara, Genova, Torino e Catania, hanno rilevato situazioni di abbandono di anziani, non accuditi in relazione alle patologie sofferte e alle loro esigenze fisiologiche e motorie, in alcuni casi sfociati addirittura nella mancata somministrazione dei farmaci essenziali per garantire le terapie necessarie per gli ospiti malati e ultra ottantenni.

Ulteriori situazioni di minore assistenza sono state rilevate per sovraffollamento di anziani rispetto ai posti previsti, mancanza di trattamenti riabilitativi e di personale privo di abilitazioni professionali nonché detenzione di farmaci non idonei o scaduti, per i quali si è proceduto al sequestro di 72 confezioni. A causa dello stato di abusivismo o di gravi criticità sono state oggetto di sospensione e/o chiusura sei strutture ricettive, per un valore economico stimato in oltre 4 milioni di euro. Gli interventi di cessazione delle attività irregolari hanno determinato il conseguente ricollocamento degli anziani ospiti presso le abitazioni dei propri familiari o il trasferimento in altre strutture idonee. È stata effettuata la somministrazione del vaccino a quattro anziani di una Rsa di Monteodorisio (in provincia di Chieti) grazie all'intervento dei militari del Nas di Pescara che avevano appurato che gli stessi non erano ancora stati raggiunti dal locale servizio vaccinale.

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