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Giovedì, 2 Febbraio 2023
Cronaca Roma

Botte e insulti, ospite di un centro d'accoglienza picchiato in strada

E' accaduto in via Grotta di Gregna, a Roma. Il 30enne, di origini eritree, sarebbe stato avvicinato da quattro ragazzi, che prima lo avrebbero insultato e poi aggredito fisicamente

Prima gli insulti "negro", poi il pestaggio ed il ricovero in ospedale. Ancora tensioni nella polveriera del Tiburtino III dove nella serata di mercoledì 20 settembre un ospite del centro d'accoglienza di via del Frantoio è stato picchiato in strada. Lo rende noto la Croce Rossa di Roma

Ospite del centro picchiato in strada

In particolare il giovane, un ragazzo eritreo di 30 anni, è stato aggredito nei pressi di via di Grotta di Gregna. Il ragazzo, che al momento è sotto osservazione medica all'ospedale Sandro Pertini, stava rientrando a piedi al Presidio Umanitario Tiburtino di via del Frantoio quando è stato avvicinato da un'auto con sembrerebbe 4 giovani a bordo. Da lì è scattata poi l'aggressione prima con insulti e poi con un pugno dicendogli anche "negro" da quanto riferisce la vittima. 

Chiarezza sulla vicenda

Il giovane ha riportato contusioni vicino all'occhio destro e una probabile frattura al naso. "Quest'episodio ci lascia sconcertati" - dichiara Debora Diodati, presidente della Croce Rossa di Roma che sta seguendo il caso con gli operatori di Croce Rossa che stanno assistendo il ragazzo in queste ore. "Va fatta luce e chiarezza su questa vicenda. Siamo se capisco bene di fronte a un caso di violenza gratuita verso una persona inerme. Chi alimenta tensioni faccia un passo indietro".

La rivolta del Tiburtino III

Dunque ancora violenza nella zona del Tiburtino III salita nuovamente alla ribalta delle cronache cittadine. Era infatti lo scorso 30 agosto quando carabinieri e polizia in tenuta antisommossa intervennero proprio al centro di via del Frantoio dove un altro ospite, un eritreo di 40 anni, venne ferito alla schiena con un corpo contundente dopo una discussione con una donna residente al Tiburtino III, poi indagata per lesioni aggravate. Una scintilla che diede vita alla cosiddetta "rivolta del Tiburtino III", con alcuni abitanti del popoloso quartiere della periferia est che si recarono davanti all'ingresso del presidio umanitario dove la donna aveva affermato di essere stata sequestrata assieme al nipote minorenne.

La polveriera del Tiburtino III

Una vera e propria polveriera quella del Tiburtino III dove da allora si sono succeduti altri episodi legati al presidio umanitario prima con alcuni migranti assediati dai militanti di Roma ai Romani mentre si trovavano in una chiesa della zona. Poi le tensioni al consiglio municipale tra CasaPound ed antifascisti, dove si registrarono altre violenze. Mercoledì ancora una aggressione che ha riacceso una miccia mai sopita. 

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