Domenica, 18 Aprile 2021
Milano

"Ousseynou Sy non avrebbe mai liberato gli studenti"

Convalidato l'arresto di Ousseynou Sy, restano in piedi tutte le accuse di strage, sequestro di persona, lesioni e resistenza, aggravati dalla finalità di terrorismo

"Del tutto inverosimile è la versione offerta dall'indagato secondo cui non era sua intenzione quella di mettere in pericolo la vita degli ostaggi, dovendosi invece ritenere che soltanto per una combinazione di fattori indipendenti dalla sua volontà non si sono verificate conseguenze ben più gravi". E' quanto scrive il gip di Milano Tommaso Perna che ha convalidato l'arresto di Ousseynou Sy, l'autista di origine senegalese arrestato dopo aver dirottato un bus con a bordo 51 studenti di una scuola media di Crema. Per il giudice i fatti e le dichiarazioni raccolte mostrano come "la potenzialità offensiva della condotta fosse elevatissima e concretamente idonea raggiungere lo scopo terroristico prefissato". In questo senso "inverosimili appaiono le dichiarazioni dell'indagato secondo cui egli avrebbe consentito ai passeggeri di scendere dall'autobus".

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Nel provvedimento di 24 pagine si sottolinea come "la liberazione degli ostaggi non è in alcun modo dipesa dalle scelte del fuggitivo", come egli invece ha tentato di spiegare durante l'udienza di convalida. La strage non si è dunque verificata "soltanto per la presenza di spirito di alcuni studenti, i quali sono riusciti a evocare i soccorsi, per la lucidità di alcuni insegnanti, e delle forze dell'ordine, che sono intervenute tempestivamente, bloccando abilmente la corsa del pullman e facendo uscire i passeggeri dal pullman mentre l'indagato innescava l'incendio". Appare evidente che lo scopo sotteso all'azione dell'indagato era quello di costringere, o comunque condizionare, le politiche migratorie attualmente adottate dal governo in carica" scrive il gip.

"La determinazione delittuosa dell’indagato, inaccettabile e riprovevole per la società civile in cui viviamo, è tale che deve ritenersi senza ombra di dubbio che, ove lasciato libero, egli commetterebbe certamente ulteriori reati della stessa indole" si legge ancora.

Ousseynou Sy ha minacciato i passeggeri con un coltello e una pistola

Ousseynou Sy "ha minacciato i passeggeri utilizzando un coltello e una pistola e li ha privati della libertà, legando i loro polsi con delle fascette di plastica. Se anche i carabinieri confermano la presenza coltello a serramanico con una lama di circa 15 centimetri - arma in suo possesso per difendersi da eventuali aggressioni durante i turni notturni, la tesi difensiva - per il giudice "è del tutto irrilevante che egli disponesse o meno di una pistola, essendo certo che la coercizione della volontà delle vittime sia avvenuta attraverso mezzi idonei a raggiungere lo scopo, per di più se si tiene a mente che i destinatari dell'azione delittuosa erano 51 soggetti minorenni ed i loro insegnanti", spiega il giudice che convalida l'arresto per strage, sequestro di persona, incendio e resistenza. Reati contestati con le aggravanti dell'aver commesso il fatto "ai danni di persone minori, e con finalità di terrorismo, rappresentate dall'intento di condizionare i pubblici poteri in relazione alle politiche in materia di accoglimento degli stranieri e di intimidire la popolazione".

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Ousseynou Sy "non si è pentito"

Per il gip di Milano Tommaso Perna sussiste l'esigenza del carcere per Ousseynou Sy, l'autista di origine senegalese arrestato dopo aver dirottato un bus con a bordo una scolaresca di Crema, il quale "non si è pentito dell'azione posta in essere, probabilmente confondendo la liceità del fine ideologico prefigurato (salvare delle vite) con i mezzi adoperati per lo scopo (che hanno invece messo a repentaglio altre vite), nonché il rilievo che egli è rimasto totalmente indifferente rispetto ai rischi mortali ai quali ha esposto una moltitudine di individui che nulla avevano a che vedere con l'ideologia che lo ha spinto ad agire, tra i quali donne e minori da lui indistintamente adoperati come 'scudo' umanitario". 

"Volevo chiedere un aereo e andarmene in Africa", ha raccontato ai magistrati che lo accusano di strage, sequestro di persona, resistenza e incendio con l'aggravante della finalità di terrorismo. L'autista si difende sostenendo di non aver mai voluto far dei male ai bambini, ma di averli solo usati per riuscire a compiere un gesto dimostrativo ed incidere sulla politica migratoria attuata dal governo. L'uomo, con cittadinanza italiana dal 2004, ha criticato, in modo confuso, le scelte dei ministri Matteo Salvini e Luigi Di Maio, per i porti chiusi e i rapporti con i francesi. "Quello che ho fatto, l'ho fatto per salvare vite umane, per dare un taglio a questo massacro, questo genocidio. L'ho fatto per quello. Se può servire a dare uno stop a questo massacro, basta. Non possiamo chiudere gli occhi e guardare il massacro. I pescatori pescano solo cadaveri di bambini maciullati dai pescicani, e voi tutti: 'Ma chi se ne frega, son negri, possono morire ammazzati'", ha detto Sy ,ai magistrati. "L'Africa sta da sola, voi state da soli e staremo bene, vi assicuro che staremo bene. Io non so come fate a dormire la sera, tutti quanti. Ma avete visto le barche piene di esseri umani? O per voi non sono esseri umani?".

 

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