Sabato, 6 Marzo 2021
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"Ho fatto io a pezzi Pamela": Innocent Oseghale confessa

Innocent Oseghale ha ammesso davanti ai magistrati della Procura di Macerata di avere fatto a pezzi il corpo di Pamela Mastropietro. Secondo il 29enne nigeriano la 18enne romana sarebbe morta dopo una overdose di eroina

Una foto tratta dal profilo Facebook di Pamela Mastropietro la 18enne romana il cui cadavere fatto a pezzi è stato trovato a gennaio in due valigie nelle campagne di Pollenza (Macerata)

"Ho fatto a pezzi il cadavere di Pamela". Il 29enne nigeriano Innocent Oseghale ha ammesso davanti ai magistrati della Procura di Macerata di avere fatto a pezzi il corpo di Pamela Mastropietro, la 18enne romana ritrovata cadavere smembrata in due valigie nelle campagne intorno alla città marchigiana il 30 gennaio scorso.

Il 29enne, accusato di omicidio, vilipendio e distruzione di cadavere, è stato interrogato oggi davanti al procuratore capo di Macerata nel carcere di Marino del Tronto. Oseghale ha negato di aver abusato sessualmente della ragazza ed ha completamente scagionato il connazionale Desmond Lucky, tirato in casua precedentemente.

Secondo Oseghale, assistito dagli avvocati Simone Matraxia e Umberto Gramenzi, Pamela sarebbe morta per un malore dopo avere assunto droga.

Pamela Mastropietro, le ultime ore nella casa di Macerata

Secondo la ricostruzione fornita ai magistrati da Oseghale, Pamela sarebbe morta dopo essersi iniettata eroina mentre si trovata nell'appartamento del nigeriano.

La ricostruzione arriva in un video di Remo Croci, inviato della trasmissione Quarto Grado

"Una volta a casa Pamela si è iniettata l’eroina e subito dopo si è sentita male. Ho chiesto aiuto a Anthony, un mio amico, al telefono. Lui mi ha suggerito di gettarle sul corpo dell'acqua fredda e di chiamare l’ambulanza. Ho avuto paura. Lei non rispondeva più. Sono uscito a fare delle consegne e quando sono tornato lei era morta."

"Sono uscito a comprare un sacco per nascondere il corpo - prosegue Oseghale -  Non ci sono riuscito perché il sacco era piccolo. Ho preso così la decisione di sezionare il corpo. Non l’avevo mai fatto prima. Ho nascosto i resti in due valigie e le ho portate con un taxi verso Sforzacosta ma ero al telefono e non mi sono accorto di aver superato il paese e così ho chiesto al tassista di lasciare le due valigie lungo il fossato. Temevo della reazione della mia compagna".

Pamela, la confessione di Innocent Oseghale

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