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Sabato, 29 Gennaio 2022
Cronaca

Senatrice del Pdl condannata: non ha pagato 11 mila euro di abiti

"Ho riscontrato delle irregolarità fiscali" così si sarebbe difesa in aula Paola Pelino. A raccontare il caso l'Espresso

La nuova senatrice del Pdl, Paola Pelino, nonchè nota imprenditrice abruzzese, in poche settimane è stata protagonista delle pagine dei giornali. In occasione della protesta davanti al Palazzo di giustizia di Milano, quando era stata immortalata alla testa dei 150 parlamentari del Pdl ed ora per un conto in sospeso con una boutique!

Un noto negozio del centro di Pescara, infatti, l'avrebbe citata in giudizio per aver comprato del vestiario nel 2009 per un totale di poco più di 11 mila euro e di non averlo ad oggi ancora pagato. Così la condannata il 28 novembre 2012 dal Tribunale di Pescara al pagamento della somma di 13.300 euro (che comprende le spese legali).

La storia è riuscita fuori ora proprio a pochi giorni dalla sua riconferma in Parlamento e la Paolino sostiene che dietro a questa operazione «mediatica» ci sia qualcuno che voglia solamente rovinare la sua immagine.
La vicenda avvenuta nel 2009 si è ora riaccesa in occasione dell'inaugurazione della nuova sede elettorale del senatore Gaetano Quagliarello, a pochi metri di distanza dalla boutique. La storia viene raccontata ora per intero dall'Espresso.

"Senatrice è vero o no che lei non ha pagato abiti firmati per 13mila euro?", chiede il giornalista. "La cifra non è assolutamente quella. Se uno non ha la possibilità di pagare dei vestiti, non li compra proprio. Un motivo ci sarà se non ho saldato il conto", risponde la Paolino.

"E quale è questo motivo"?, continua l'intervistatore.
"Ho riscontrato delle irregolarità fiscali. Ho fatto opposizione al decreto ingiuntivo perché nel vendere merce la boutique non ha prodotto scontrini", si difende la senatrice.

Ora, dopo giorni di silenzio prolungato, arriva la risposta legale anche da parte della boutique Gabrielli Sas che decide di fornire la propria versione dei fatti affidandosi agli avvocati: "la senatrice è stata condannata dal Tribunale al pagamento di 11.136,00 per la sorte capitale, oltre compensi pari ad € 2 mila, di cui 200 per spese, ed interessi legali”. “Il Giudice di primo grado ha accertato che la senatrice - continuano gli avvocati - abbia acquistato capi d'abbigliamento nell'anno 2009 senza corrispondere il relativo prezzo. Inoltre, nessun rappresentante della società della nostra cliente ha inveito contro la senatrice a differenza da quanto quest'ultima ha riferito alla stampa".

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