Sabato, 16 Ottobre 2021
Criminalità / Milano

Chi era Paolo "Dum Dum" Salvaggio, giustiziato in bicicletta: da mini-killer a broker di droga

Il sindaco: "A Buccinasco si sta consumando una nuova guerra di mafia". I malviventi avrebbero esploso una parte dei colpi anche quando l'uomo era già a terra. Una vera e propria esecuzione. Salvaggio non era uno qualunque

Qualcuno ha definito Buccinasco, in provincia di Milano, "la Platì del nord". Il sindaco di Buccinasco Rino Pruiti parla apertamente di "guerra di mafia" e spera che "adesso qualcuno si accorga di questa realtà".

I proiettili sparati da un grosso scooter - in via della Costituzione angolo via Morandi, a tre isolati da casa della vittima - hanno centrato Paolo Salvaggio sul volto, in testa e a una spalla. Ieri pedalava su una bicicletta da città. L'agguato a cento metri dai nonni e dai bambini che si godono i prati del parco Spina Azzurra. Stando a quanto appreso da MilanoToday, i malviventi avrebbero esploso una parte dei colpi anche quando l'uomo era già a terra. Una vera e propria esecuzione. Alla nuca il colpo di grazia.

Chi era Paolo Salvaggio

Paolo Salvaggio era agli arresti domiciliari e aveva il permesso di uscire di casa dalle 10 alle 12: lo hanno ammazzato alle 10.03. Salvaggio, 60enne, noto come Dum Dum, come i proiettili a espansione, era pregiudicato per reati in materia di droga. Non era uno qualunque, il nome è collegato anche alla criminalità organizzata, 'ndragheta e sacra corona unità. Un ex broker della cocaina in rapporti stretti con alcune famiglie di 'ndrangheta e con i boss della Sacra Corona Unita. Un agguato con modalità mafiose quello che ha posto fine alla vita di Salvaggio, dubbi non ce ne sono. Termina così la quiete del più famigerato feudo delle 'ndrine al nord. Salvaggio, agli arresti domiciliari da anni dopo essere stato condannato a vent’anni in abbreviato nel 2011, faceva la sua abituale passeggiata in bici al bar: da tempo aveva un tumore al polmone e dal giro che conta, secondo gli investigatori, sembrava uscito.

Conoscevano le sue abitudini. Forse non il suo passato remoto, che già a 17 anni valse a Salvaggio il soprannome di "Dum Dum", come i proiettili a espansione: killer del buttafuori Nereo De Pol davanti a un locale di Bereguardo, nel pavese, a Capodanno del 1978. La vittima è un ex pugile professionista. "Salvaggio ha bevuto, non vuole pagare il conto. Inizia una lite, escono le pistole, si arriva presto agli spari. Sulla scena del delitto c’è anche il "papà" della banda Vallanzasca, in licenza premio dal manicomio criminale di Aversa. Le cronache dell’epoca definiscono Salvaggio il mini-killer. Giovane, spietato", ricorda il Corriere della Sera.

Il romanzo criminale di «Dum Dum» inizia in realtà un paio d’anni prima, quando ha solo 15 anni e ancora deve conquistarsi il soprannome da bandito. L’8 febbraio 1976: arresto per furto d’auto. Inizio 1977: fermato su un’auto rubata. Luglio 1977: furto in abitazione. 

Poi gli affari grossi, anche con i clan albanesi e montenegrini. "E forse arrivano dai Balcani, più che dalla Calabria, i proiettili che mettono fine alla pax di Buccinasco", scrive oggi Repubblica.

Il sindaco di Buccinasco: "Una guerra di mafia"

"Da anni - dice il primo cittadino di Buccinasco - denunciamo la presenza sul nostro territorio di pregiudicati e famiglie legate alla criminalità organizzata e gridiamo la necessità di tenere sempre alta l’attenzione. Oggi si torna a sparare, in pieno giorno, un'esecuzione evidentemente compiuta da professionisti in una delle zone più centrali e frequentate della nostra città da famiglie, nonni, bambini: i killer non si sono preoccupati di poter ferire altre persone né di essere visti da passanti ed eventuali testimoni. A Buccinasco si sta consumando una nuova guerra di mafia, un cambio di potere ed evidentemente era necessario mandare un messaggio ben chiaro e alla luce del sole. Sul territorio la nostra Amministrazione ha installato una serie di telecamere che già in passato sono state risolutive per risalire agli autori di crimini e che mettiamo a disposizione delle forze dell’ordine". "Ho voluto chiamare la ex moglie - continua il sindaco - per porgere a lei e alla figlia le mie condoglianze. Ora mi aspetto dalle forze dell’ordine e dalla magistratura inquirente azioni immediate e una maggiore presenza sul nostro territorio".

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