Giovedì, 16 Settembre 2021
VATICANO

"Parlare di poveri e vivere da faraoni": la rabbia di Francesco prima dello scandalo

Radio Vaticana ha tradotto oggi un'intervista rilasciata dal papa a un giornale olandese prima dell'esplosione del nuovo Vatileaks. Parole dure, quelle del pontefice, che ora assumono una nuova veste

ROMA - Mentre ancora non si placa l'ondata di sdegno e polemiche sollevata da Vatileaks, che ha coinvolto anche l'ex segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone per la vicenda dell'appartamento che sarebbe stato ristrutturato con i soldi del Bambin Gesù, Radio Vaticana diffonde un'intervista rilasciata da papa Francesco qualche giorno fa che oggi assume un significato del tutto particolare. 

PAROLE PROFETICHE? - Bergoglio, intervistato dal giornale di strada olandese Straatnieuws lo scorso 27 ottobre, afferma: "Se un credente parla della povertà o dei senzatetto e conduce una vita da faraone: questo non si può fare". Il papa mette anche in guardia dalla "tentazione della corruzione" che c'è sempre nella vita pubblica, "sia politica, sia religiosa". Gli intervistatori hanno domandato al papa se egli non tema che la sua difesa della solidarietà e dell'aiuto per i senzatetto e altri poveri possa essere sfruttata politicamente e come debba parlare la Chiesa per essere influente e allo stesso tempo rimanere fuori dagli schieramenti politici. "Ci sono strade che portano a sbagli in quel punto", ha riposto Jorge Mario Bergoglio. 

ATTENZIONE ALLE TENTAZIONI - "Vorrei sottolineare due tentazioni", ha poi continuato il papa. "La Chiesa deve parlare con la verità e anche con la testimonianza: la testimonianza della povertà. Se un credente parla della povertà o dei senzatetto e conduce una vita da faraone: questo non si può fare. Questa è la prima tentazione", ha chiariato il pontefice. L'altra tentazione, invece, "è di fare accordi con i governi". Per Bergoglio, "si possono fare accordi, ma devono essere accordi chiari, accordi trasparenti. Per esempio: noi gestiamo questo palazzo, ma i conti sono tutti controllati, per evitare la corruzione. Perché c'è sempre la tentazione della corruzione nella vita pubblica. Sia politica, sia religiosa". 

I RICORDI DI BERGOGLIO - "Io - prosegue il Papa con un esempio - ricordo che una volta con molto dolore ho visto, quando l'Argentina sotto il regime dei militari è entrata in guerre con la Gran Bretagna per le Isole Malvine, che la gente dava delle cose, e ho visto che tante persone, anche cattolici, che erano incaricati di distribuirle, le portavano a casa. C'è sempre il pericolo della corruzione".

Il papa ha poi ricordato:

"Una volta ho fatto una domanda a un ministro dell'Argentina, un uomo onesto. Uno che ha lasciato l'incarico perché non poteva andare d'accordo con alcune cose un po'oscure Gli ho fatto la domanda: quando voi inviate aiuti, sia pasti, siano vestiti, siano soldi, ai poveri e agli indigenti: di quello che inviate, quanto arriva là, sia in denaro sia in spesa? Mi ha detto: il 35 per cento. Significa che il 65 per cento si perde. E' la corruzione: un pezzo per me, un altro pezzo per me". 

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