Giovedì, 28 Ottobre 2021
unioni civili

Il papa contro il governo: "Non confondere unioni civili e matrimonio"

Bergoglio prende posizione e ribadisce il no del Vaticano. Il premier però tira dritto: "La legge ci vuole. Punto. Non possiamo essere gli unici in Europa a non avere una legge sui diritti civili"

"Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione". Papa Francesco interviene così nel dibattito infuocato sulla famiglia e sulle unioni civili, a poco più di una settimana dal Family Day.

"Quando la Chiesa, tramite il vostro servizio, si propone di dichiarare la verità sul matrimonio nel caso concreto, per il bene dei fedeli, al tempo stesso, tiene sempre presente che quanti, per libera scelta o per infelici circostanze della vita, vivono in uno stato oggettivo di errore, continuano ad essere oggetto dell'amore misericordioso di Cristo e perciò della Chiesa stessa", spiega Bergoglio nel suo discorso alla Sacra Rota Romana, in occasione dell'inaugurazione dell'Anno giudiziario. Ma tutto ciò, sottolinea il pontefice, non deve far dimenticare che "la famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo, appartiene al 'sogno' di Dio e della sua Chiesa per la salvezza dell'umanità". 

Sabato 30 gennaio è prevista la manifestazione contro il ddl Cirinnà apertamente appoggiata dal cardinal Angelo Bagnasco, mentre domani in 94 città scenderanno in piazza i sostenitori del sì, per la manifestazione #SVEGLIATITALIA, organizzata da Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e Mit.

"Dove c'è un popolo, una manifestazione, ci deve essere grandissimo rispetto", ribadisce il premier Matteo Renzi. "Questa legge - spiega Renzi - ci vuole. Punto. Non possiamo essere gli unici in Europa a non avere una legge su diritti civili. Anche la stragrande maggioranza degli italiani è convinta che va trovato un punto di intesa". Quanto alla questione della stepchild adoption, "se non troviamo un punto di equilibrio, si voterà in Parlamento con un voto di coscienza". 

Le opinioni nel mondo cattolico, tuttavia, mostrano una maggiore apertura verso le unioni civili. Sul tema delle coppie di fatto il 52% degli italiani ritiene che la nostra legislazione sia arretrata. Ed è un'opinione largamente diffusa anche tra i credenti, infatti la pensano così due fedeli "assidui" su cinque (40% di coloro che partecipano alla messa tutte le domeniche) e un fedele "saltuario" su due (il 51% di coloro che partecipano alla messa all'incirca una volta al mese). 

Secondo un'analisi effettuata dal sondaggista di Ipsos Nando Pagnoncelli per InPiù (il quotidiano di opinioni on line diretto da Giancarlo Santalmassi), riguardo alle coppie omosessuali il 37% degli italiani si dichiara favorevole al matrimonio, il 37% è contrario al matrimonio ma favorevole alle unioni civili e il 22% è contrario sia al matrimonio sia alle unioni civili. Tra i fedeli "assidui" ben uno su quattro (25%) è favorevole al matrimonio gay e tra quelli "saltuari" uno su tre (35%). I favorevoli alle unioni civili rappresentano la maggioranza relativa dei credenti: 37% tra gli "assidui" e 41% tra i "saltuari". I contrari sono il 35% degli assidui e il 20% dei saltuari". Più omogenee sono invece le opinioni sul tema delle adozioni: "Rispetto alla possibilità di adozione da parte di coppie omosessuali prevale nettamente la contrarietà tra credenti e non credenti: 72% contro il 28% di favorevoli".

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