Martedì, 27 Luglio 2021
Papa Francesco

Il viaggio di papa Francesco a Lesbo: "Non siete soli, l'Europa mostri rispetto"

Il Pontefice è tornato in Italia dopo la visita lampo nell'isola greca. Con lui 12 profughi siriani. "Non perdete la speranza", ha detto nel suo discorso ai migranti. Poi le critiche all'Europa sull'accoglienza: "Bisogna estendere l'asilo temporaneo"

Foto Askanews

L'aereo con il Papa è giunto dall'isola greca di Lesbo all'aeroporto romano di Ciampino come previsto poco dopo le 16.30.

Con Francesco sono scesi dal velivolo, oltre alla sua delegazione e i giornalisti, i dodici rifugiati siriani che Francesco ha portato in Italia.

Appena arrivato a Lebo, il Pontefice aveva infatti espresso il desiderio di riportare in Vaticano rifugiati arrivati sull'isola greca, dove si è recato per una visita di solidarietà. 

Questi rifugiati appartengono a "gruppi vulnerabili" e sono "arrivati a Lesbo prima che entrasse in vigore l'accordo tra Ue e Turchia", aprendo la strada al loro ritorno in Turchia, ha indicato Somp, senza ulteriori dettagli.

Secondo la tv pubblica Ert, si tratta di tre famiglie ospitate nel campo all'aperto di Kara Tepe e che sono state scelte in modo casuale. L'agenzia di stampa greca Ana scrive che il papa vuole ospitare i rifugiati, un decina di persone in tutto, sul suo aereo nel viaggio di ritorno a Roma questo pomeriggio. L'agenzia per ile migrazioni greca non conferma.

LE PAROLE DI FRANCESCO - "Non siete soli, non perdete la speranza", ha detto Francesco nel suo discorso ai migranti che non ha risparmiato critiche ai Paesi europei. "L'Europa mostri solidarietà e rispetto, bisogna estendere l'asilo temporaneo. È necessario costruire la pace là dove la guerra ha portato distruzione e morte, e impedire che questo cancro si diffonda altrove. Per questo bisogna contrastare con fermezza la proliferazione e il traffico delle armi e le loro trame spesso occulte". 


L'aereo con a bordo il Pontefice era atterato questa mattina all'aeroporto internazionale di Mytilene a Lesbo. Per il Pontefice è stata una visita lampo nell'isola greca divenuta il simbolo dell'emergenza profughi. "E' un viaggio segnato dalla tristezza - ha detto Francesco ai giornalisti durante il volo - andiamo ad incontrare la catastrofe più grande dopo la seconda guerra mondiale".


Papa Francesco aveva organizzato il viaggio "per portare conforto ai profughi", come si legge nel telegramma inviato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Nel lasciare il suolo italiano per recarmi in Grecia a portare conforto a tanti profughi - ha scritto Papa Francesco - mi è particolarmente gradito rivolgere a lei signor presidente il mio deferente saluto, che accompagno con preghiera fervida e pensiero benedicente, affinché il popolo italiano possa affrontare con lungimiranza e solidarietà le sfide dei nostri giorni". 

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