Domenica, 20 Giugno 2021
Chiesa

Papa Francesco come una rock star a New York: "Casa e lavoro per tutti"

Bergoglio parla all'assemblea delle Nazioni Unite: cambiamenti climatici e lotta all'esclusione economico-sociale al centro del suo discorso in spagnolo. L'appello ai governanti: "Casa, terra e lavoro per tutti"

Il Papa visita e prega al "9/11 Museum" dedicato alle vittime dell'11 settembre (Infophoto)

ROMA - Ieri era al Madison Square Garden di New York, il luogo dove si esibiscono star dello sport e della musica, a prendere il palco è stata sì una celebrità, ma religiosa. Papa Francesco è stato accolto come una star da oltre ventimila persone, con lo stesso calore dimostrato dalle oltre 80mila anime che nel pomeriggio avevano cercato di avvicinarsi a lui a Central Park.

Da quel palco bianco il pontefice è tornato a puntare i riflettori sugli individui a lui più cari: i più deboli. Nel suo primo e ultimo intero giorno nella città (partirà oggi al suo risveglio per Philadelphia, dove domani si concluderà il suo primo viaggio negli Stati Uniti), Jorge Maria Bergoglio ha aperto una riflessione su cosa significhi vivere nelle metropoli dove il rischio è scomparire in un "anonimato assordante". "Vivere in grandi città non è sempre facile", ha spiegato Papa Francesco.

"Un contesto multiculturale presenta sfide complesse. Eppure le grandi città ci ricordano delle ricchezze nascoste presenti nel nostro mondo: diversità di culture, tradizioni, esperienze storiche. Varietà di lingue, costumi e cucine". Nella sua omelia, il pontefice ha però ricordato che "nelle grandi città, sotto il rumore roboante del traffico, sotto il 'rapido passo del cambiamento', così tanti volti passano inosservati perché non hanno il 'diritto' di essere lì, nessun diritto di essere parte della città". Il riferimento del papa è stato agli "stranieri", ai "bambini che non vanno a scuola", a "coloro che sono privi di assistenza medica", ai senzatetto e agli "anziani dimenticati". Quelle persone, ha continuato Francesco, "stanno ai bordi delle grandi avenue, delle nostre strade in un anonimato assordante". Quelle persone, ha avvertito, "diventano parte di un paesaggio urbanistico che è sempre più naturale ai nostri occhi e specialmente ai nostri cuori".

Così come aveva fatto durante la messa a Washington nella più grande chiesa cattolica del Paese (la Basilica del santuario nazionale dell'Immacolata Concezione), Bergoglio è tornato sul concetto della 'Chiesa in uscita', che sa uscire e andare per le strade. Con quel concetto, ha invitato i newyorchesi a "uscire, senza paura e senza esitazione"; a "incontrare altri laddove hanno più bisogno"; a "proporre, a incoraggiare, a motivare". Papa Francesco ha provocato un'ovazione e un lungo applauso quando ha pronunciato le seguenti parole: "Sapere che Gesù cammina nelle nostre strade, che è parte delle vite della sua gente, che è coinvolto con noi in una vasta storia di salvezza, ci riempie di speranza". Una speranza che "ci fa vedere, anche nel mezzo dello smog, la presenza di Dio mentre cammina nelle strade della nostra città".

Il messaggio lanciato a New York dal papa è stato chiaro: in una città caratterizzata da crescenti divari tra classi sociali, contro cui il sindaco Bill de Blasio ha basato la sua campagna elettorale, il papa ha puntato il dito contro "l'esclusione e le ineguaglianze". Dall'Onu, dove aveva iniziato la sua giornata di ieri, ha condannato una "cultura dello spreco diffusa e silenziosamente in crescita". Al Madison Square Garden, da lui definito "sinomino di questa città", il papa è stato protagonista di una messa caratterizzata dalla semplicità. Anche estetica. Dagli altari alle tovaglie fino alle sedie. Quella papale era fatta di semplice compensato di betulla e quercia con un po' di mogano. Costruita da quattro uomini parte di due gruppi non-profit (Obreros Unidos e Don Bosco Workers) che aiutano i lavoratori immigrati, la "Cathedra" (in latino) era decisamente diversa da quella usata durante il suo viaggio del 1965 da Papa Paolo VI: era in stile vittoriano, incisa a mano e dipinta d'oro.

Tra applausi, ovazioni e anche un grido in italiano "Viva il Papa", l'arcivescovo di New York Timothy Dolan ha detto: "E' chiaro quanto ti amiamo e quanto abbiamo bisogno di te". L'evento si è chiuso con la stessa richiesta che il papa aveva fatto a Washington quando si era affacciato al balcone del palazzo del Congresso il giorno prima: "Pregate per me".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Papa Francesco come una rock star a New York: "Casa e lavoro per tutti"

Today è in caricamento