Domenica, 18 Aprile 2021

Chiesa e pedofilia, il mea culpa del Papa: "Siamo arrivati tardi"

L'ammissione davanti alla Commissione Pontificia per la Tutela dei minori. Poi Bergoglio promette: "Non firmerò mai la grazia per i preti condannati per abusi sui minori"

Sulla questione della pedofilia "la Chiesa è arrivata un po' tardi: quando la coscienza arriva tardi, i mezzi per risolvere il problema arrivano tardi". Papa Francesco ammette pubblicamente errori e ritardi e lo fa parlando a braccio durante l'udienza della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori. Quegli stessi minori che la Chiesa avrebbe dovuto proteggere che invece, in molti casi, ha lasciato soli.

"Lo scandalo dell'abuso sessuale è una rovina terribile per tutta l'umanità, che colpisce tanti bambini, giovani e adulti vulnerabili in tutti i paesi e in tutte le società. Per la Chiesa è stata un'esperienza molto dolorosa. Sentiamo vergogna per gli abusi commessi da ministri consacrati, che dovrebbero essere i più degni di fiducia", ha detto Bergoglio, condannando ancora una volta gli abusi sessuali, che definisce "un peccato orribile, completamente opposto e in contraddizione con quanto Cristo e la Chiesa insegnano".

"Non saranno mai graziati dal papa"

Se già Benedetto XVI aveva annunciato il "pugno di ferro" contro gli abusi sui minori, le parole di Francesco rappresentano una rottura con il passato e una presa di posizione ancora più netta. Preti e religiosi condannati per pedofilia non saranno mai graziati dal pontefice. "Chi viene condannato per abusi sessuali sui minori può rivolgersi al Papa per avere la grazia" ma "io mai ho firmato una di queste e mai la firmerò", dice Bergoglio, perché "la persona che fa questo, uomo o donna che sia, è malata".

"La pedofilia è una malattia"

"La pedofilia è una malattia. Oggi lui si pente, va avanti, lo perdoniamo, ma dopo due anni ricade". E Bergoglio ammette di parlare con cognizione di causa: anni fa, a inizio pontificato, nel caso di un sacerdote di Crema scelse "la via più benevola" anziché la riduzione allo stato laicale. Risultato: "dopo due anni, però, lui è ricaduto", e il papa ha "imparato" da questa esperienza. "Non l'ho fatto mai più". 

Ora serve fiducia

La pedofilia, l’analisi di Francesco, che ha citato in proposito una lettera di San Francesco Saverio, “è una brutta malattia, ma è una malattia vecchia. Credo che bisogna andare avanti con fiducia: è una cosa vecchia, ma nuova nella sistemazione qui in Curia”.

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