Domenica, 20 Giugno 2021
Religione / Torino

Papa Francesco ai valdesi: “Perdono per le violenze commesse contro di voi”

Bergoglio è il primo papa a varcare l'entrata del tempio della comunità cristiana di Torino. "Non possiamo che rattristarci di fronte alle contese e alle violenze commesse in nome della propria fede", ha detto il pontefice

TORINO -Da parte della Chiesa Cattolica vi chiedo perdono per gli atteggiamenti e i comportamenti non cristiani, persino non umani che, nella storia, abbiamo avuto contro di voi. In nome del Signore Gesù Cristo, perdonateci!”. Papa Francesco chiede scusa ai valdesi nel tempio di Torino, dove è stato accolto dal pastore Paolo Ribet, in quella che è una visita storica: Bergoglio è il primo papa in assoluto a varcare l’ingresso del tempio valdese in oltre ottocento anni.

CONTRO LA GUERRA TRA FRATELLI - "L'unità che è frutto dello Spirito Santo non significa uniformità. I fratelli infatti sono accomunati da una stessa origine ma non sono identici tra di loro - ha ammesso Bergoglio - Purtroppo è successo e continua ad accadere che i fratelli non accettino la loro diversità e finiscano per farsi la guerra l'uno contro l'altro. Riflettendo sulla storia delle nostre relazioni non possiamo che rattristarci di fronte alle contese e alle violenze commesse in nome della propria fede, e chiedo al Signore che ci dia la grazia di riconoscerci tutti peccatori e di saperci perdonare gli uni gli altri”. 

L'ACCOGLIENZA DEI VALDESI - Il moderatore della Tavola valdese,  Eugenio Bernardini, si è rivolto al Pontefice chiamandolo "caro papa Francesco, caro fratello in Cristo” e ha ringraziato il Papa, all'inizio del suo discorso, "per le parole di fraternità che Lei ha ripetutamente espresso nei confronti della nostra Chiesa”, specificando che i valdesi, insieme a metodisti, luterani, battisti, avventisti, salutisti (Esercito della salvezza), "la accolgono con gioia, avendo apprezzato molti discorsi e molti gesti che Lei ha compiuto sin dall’inizio del suo ministero". Il pastore valdese ha anche citato la Evangelii Gaudium, sottolineando che "è molto bello" il pensiero, contenuto nella esortazione apostolica del Papa, di "cercare nelle chiese diverse dalla nostra non i difetti e le mancanze - che indubbiamente ci sono - ma ciò che lo Spirito Santo vi ha seminato 'come un dono anche per noi’”.

MIGRANTI - Durante l’incontro, si è parlato anche di migranti. “Sento di dover cogliere questa occasione per richiamare l’urgenza di proseguire e intensificare la testimonianza - talora comune ed ecumenicamente ispirata - a favore dei profughi che bussano alla nostra porta”, ha detto Bernardini. "La 'fortezza Europa' - ha notato il pastore, citando Lampedusa e il viaggio del Papa - li respinge rigettandoli nell’abisso di sofferenze, persecuzioni e dolore da cui fuggono; ma la legge che il Signore afferma ci impone di accogliere lo straniero, l'orfano e la vedova; e l’Evangelo che noi predichiamo dalle nostre chiese e dai nostri pulpiti ci invita ad aprire la porta della nostra casa, a dare da mangiare a chi ha fame e da bere a chi ha sete perché solo accogliendo chi soffre si può accogliere Cristo".

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