Martedì, 28 Settembre 2021
Politica

Papa Francesco: "E' in corso la terza guerra mondiale"

Il Pontefice rientra dalla Corea del Sud e nell'intervista sull'aereo parla delle violenze dell'Isis: "E' lecito fermare l’aggressore ingiusto, non bombardare". Poi lo spettro di un nuovo conflitto planetario, "ma fatto a pezzi"

ROMA - La situazione disperata delle minoranze religiose costrette a lasciare l'Iraq, le violenze dell'Isis, i bombardamenti americani. E poi la guerra interminabile di Gaza. Di fronte alle numerosi crisi internazionali che agitano il mondo, Papa Francesco non usa mezzi termini. Denunciando l'efferatezza delle guerre non convenzionali, Bergoglio ha parlato delle conseguenze di una vera e propria "terza guerra mondiale, anche se a pezzi". Per il Pontefice è stato raggiunto "un livello di crudeltà spaventosa di cui spesso sono vittime civili inermi, donne e bambini. La tortura è diventata un mezzo quasi ordinario".

Di ritorno dal viaggio in Corea del Sud, Francesco ha poi aperto a possibili spedizioni in Cina e Kurdistan. "Se ho voglia di andare in Cina? Ma sicuro, domani", ha detto rispondendo a una domanda sui rapporti con Pechino proprio nel momento in cui l'aereo papale sorvolava la Cina. Aggiungendo poi: "Sono disposto ad andare anche in Kurdistan, c'è la possibilità". Interpellato sui bombardamenti Usa in Iraq, il Papa è stato altrettanto netto: "Dove c'è un'aggressione ingiusta posso solo dire che è lecito fermare l'aggressore ingiusto. E sottolineo il verbo fermare, non bombardare o fare la guerra. I mezzi con i quali fermare l'aggressore ingiusto dovranno essere valutati". Papa Francesco, a bordo dell'aereo che lo riportava a Roma da Seul, ha anche invitato "ad avere memoria: quante volte con questa scusa di fermare l'aggressore le potenze hanno fatto una vera guerra di conquista. Una sola nazione non può giudicare come si ferma un aggressore".

Bergoglio ha ricordato poi che "dopo la seconda Guerra mondiale è nata l'idea della organizzazione delle Nazioni Unite, è là che si deve discutere: 'Come facciamo a fermarlo?'". Interpellato sulle tante vittime cristiane in Iraq, Francesco ha osservato: "Sì, ci sono le minoranze cristiane, ci sono i martiri, ce ne sono tanti, ma qui ci sono uomini e donne, minoranze religiose e altri, e tutti sono uguali davanti a Dio. Fermare l'aggressore ingiusto - ha spiegato il Papa - è un diritto dell'umanità, ma è anche un diritto che ha l'aggressore di essere fermato perché non faccia il male".

Francesco ha confermato, infine, il viaggio a Filadelfia di settembre 2015 e spiegato che, avendo ricevuto inviti anche dal presidente, dal parlamento americano e dal segretario dell'Onu si potrebbero visitare "forse le tre città insieme", cioè Filadelfia, Washington e New York.

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