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Sabato, 20 Aprile 2024
Chiesa

Francesco, un anno da Papa: "Pregate per me"

Il 13 marzo 2013 Jorge Mario Bergoglio veniva eletto Papa: ripercorriamo insieme i primi dodici mesi del pontificato che ha stravolto abitudini curiali e spazzato via consuetudini secolari

ROMA - "Miei cari fratelli e sorelle, buonasera". Il 13 marzo 2013, esattamente dodici mesi fa, questo era stato l'esordio di Francesco dalla loggia centrale di San Pietro.

Da lì è iniziata la rivoluzione della Chiesa portata avanti dal Pontefice venuto dal sud del mondo. Una rivoluzione di stile, con parole e gesti semplici e diretti. Come quello di stamattina: "Pregate per me", ha scritto su Twitter il successore del dimissionario Ratzinger, rompendo il silenzio che si è imposto e ha imposto per le giornate di esercizi spirituali quaresimali che oggi conclude ad Ariccia.

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Il "buonasera" pronunciato dal Loggione il 13 marzo 2013, la scelta di vivere a Santa Marta, vestire i pantaloni neri da prete, girare in utilitaria, l'abitudine di telefonare a amici e fedeli che gli scrivono, rompere il protocollo (la sedia vuota ad un concerto, la borsa nera a braccio, il pullman per andare agli esercizi spirituali ad Ariccia che sta compiendo in questi giorni di anniversario con la Curia romana), così come i viaggi a Lampedusa e Cagliari, le omelie della mattina, gli appelli alla "tenerezza", le rampogne contro moralismo e carrieriso, le dichiarazioni che hanno choccato i cattolici più tradizionalisti su gay, "valori non negoziabili", bioetica, le critiche al capitalismo e la difesa dei poveri che gli hanno procurato l'accusa di marxismo... sono solo alcuni degli esempi di un Pontefice che ha riempito piazza San Pietro di fedeli, è finito sulle copertine delle riviste di tutto il mondo (Time, New Yorker, Rolling Stone, e anche il magazine lgbt The Advocate), ha riportato la Santa Sede al centro della geopolitica mondiale (l'intervento per la pace in Siria, la coda di leader latino-americani che vengono a Roma, oltre a big come Putin e Obama, la Ostpolitik verso l'Asia).

Un Papa popolare, tanto da convincere una casa editrice italiana a dedicargli una rivista. Un vescovo di Roma che vuole camminare con il "popolo di Dio" (il pastore, dice sempre, deve avere "l'odore delle pecore"). Ma non con l'apparato. Il Papa argentino, infatti, è stato chiamato "dalla fine del mondo" per rilanciare un cattolicesimo in crisi, riformare un Vaticano che affondava negli scandali, aprire le porte della Chiesa a laici e donne, non europei, poveri, abitanti delle periferie, non credenti. Una "perestrojka" che, oltre a tanti entusiasmi, più avanza e più attira su Bergoglio anche molti malumori, nonostante (o, per alcuni, a causa) del buon rapporto tra Papa Francesco e il suo predecessore Benedetto XVI: spaesamento dei settori conservatori, aperta ostilità dei tradizionalisti, apprensione, se non vera e propria fronda, degli apparatchik della Curia romana e della vecchia guardia.

Tre, schematizzando, i cantieri aperti nei primi dodici mesi da Papa Francesco. Il primo è l'internazionalizzazione della Chiesa. L'operato di Bergoglio ha avuto le sue vittime, tra le quali molti italiani (Bertone, Piacenza, Nicora...). Non un accanimento anti-italiano (Bergoglio ha promosso una nuova leva di italiani, a partire dal segretario di Stato Pietro Parolin e dal neocardinale di Perugia Gualtiero Bassetti), ma un segnale chiaro di superamento dell'egemonia giocata negli ultimi decenni dalla penisola in un Vaticano che invece dovrebbe guidare il cattolicesimo di cinque continenti. Il Papa ha nominato un consiglio di otto cardinali per coadiuvarlo nel governo della Chiesa, esponenti dei cinque continenti, ha promosso come cardinali molti extra-europei al suo primo concistoro, a febbraio scorso, ed ha chiesto alla Conferenza episcopale italiana di riscrivere i propri statuti, prospettando il superamento dell'eccezione che vuole l'episcopato italiano l'unico al mondo a non eleggere il proprio presidente ma vederlo nominato dal Papa, che è anche primate d'Italia.

Il secondo cantiere di Papa Francesco è la riforma della Curia. Esigenza emersa già nel corso delle congregazioni generali che hanno preceduto il Conclave, è l'oggetto delle riflessioni del Papa con i suoi otto cardinali consiglieri (il cosiddetto C8 guidato dal cardinale hondureno Oscar Rodriguez Maradiaga). E' prevedibile che verranno accorpati molti dicasteri romani (prevalentemente i pontifici consigli), donne e laici potrebbero assurgere ad alcuni ruoli di vertice. La riscrittura della costituzione apostolica "Pastor bonus", che disegna la Curia romana, non sarà un lavoro di pochi mesi. Ma sul capitolo economico Jorge Mario Bergoglio ha voluto imprimere, nonostante molte resistenza, una forte accelerazione.

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Non si sa ancora che fine farà lo Ior (Istituto per le opere di religione) ma Bergoglio ha decapitato i suoi vertici, come quelli dell'Prefettura degli Affari economici, Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica (Apsa). E creando un nuovo super-dicastero economico (che sarà guidato dal cardinale australiano George Pell), coadiuvato da un nuovo consiglio (guidato dal cardinale tedesco Reinhard Marx), ha posto le basi di una ristrutturazione complessiva di tutte le strutture economiche e amministrative del Vaticano (Governatorato, Asa, Propaganda fide).

Sta già cambiando, intanto, il ruolo del segretario di Stato. In passato titolare di un crescente strapotere, già ora, con Pietro Parolin saldamente insediato, si profila una figura maggiormente concentrata sulla diplomazia e la politica vaticana, mentre delle questioni economiche si occuperà, appunto, il "segretario dell'Economia" e cresce - quasi una tripartizione di un potere sempre più policentrico - il ruolo del "segretario del sinodo". Casella, quest'ultima, dove Papa Francesco ha nominato un altro diplomatico di lungo corso, il neocardinale Lorenzo Baldisseri.

Qello del sinodo è il terzo cantiere di Bergoglio, sia dal punto di vista del metodo che da quello del merito. Nato con il Concilio vaticano II, infatti, per rafforzare la collegialità del governo della Chiesa mondiale, l'istituzione del sinodo è sempre stato sottoutilizzato. Il Papa argentino ha deciso di potenziarlo. Convocando un sinodo straordinario per ottobre prossimo (partecipano i presidenti delle conferenze episcopali di tutto il mondo), uno ordinario l'anno prossimo, e inviando, già a novembre, un questionario a tutte le diocesi del mondo per raccogliere le idee dei cattolici prima di scrivere il documento di base. Il tema individuato - la famiglia - è altrettanto innovativo. Il questionario non nasconde domande su temi controversi come le nozze gay, la contraccezione, le coppie di fatto e la comunione ai divorziati risposati.

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