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Lunedì, 20 Maggio 2024
Chiesa / Repubblica Centrafricana

Il Papa in Africa per aprire il giubileo: "Pellegrino di pace e speranza"

Grande festa nella Repubblica Centrafricana per l'arrivo di Papa Francesco. Si tratta delle terza tappa del viaggio in Africa del Pontefice, in un Paese attraversato da sanguinosi conflitti e da una grave crisi umanitaria

Papa Francesco è arrivato nella Repubblica Centrafricana, ultima tappa del suo viaggio in Africa, quella ritenuta più "a rischio". Il Pontefice ha aperto per la prima volta una porta santa del Giubileo fuori da Roma, nella cattedrale della capitale Bangui, un anticipo dell’anno santo della misericordia che inizierà l’otto dicembre a San Pietro.

"Vengo nella Repubblica Centrafricana come pellegrino di pace, e mi presento come apostolo di speranza", ha scritto sul suo profilo Twitter Papa Francesco. Dall'aeroporto di Entebbe, in Uganda, l'aereo papale è decollato verso Bangui, in Repubblica Centrafricana, dove è atterrato intorno alle ore dieci, dopo meno di tre ore di volo. Nell'aeroporto M'poko di Bangui ha avuto luogo la cerimonia di benvenuto: il Papa è stato accolto dal capo di Stato Catherine Samba-Panza e dal nunzio apostolico monsignor Franco Coppola. Erano inoltre presenti alcune autorità dello Stato, i vescovi del Paese e una rappresentanza di fedeli. Dall'aeroporto il Pontefice si è recato subito in visita di cortesia al capo di Stato. Al suo arrivo al palazzo presidenziale, dopo l'esecuzione degli inni e l'omaggio alla bandiera, il Papa è stato accolto da Catherine Samba-Panza che lo ha accompagnato allo studio dove ha avuto luogo l'incontro privato. Contemporaneamente si è svolto l'incontro tra la delegazione vaticana e quella del governo del Centrafrica. 

Al termine del colloquio privato, la famiglia di Samba-Panza è stata ammessa per la presentazione al Santo Padre e lo scambio dei doni. Quindi Papa Francesco ha incontrato le autorità dello Stato, la classe dirigente e il corpo diplomatico della Repubblica Centrafricana nel cortile del palazzo presidenziale, il Palais de la Renaissance di Bangui. Il Papa ha poi visitato il campo profughi nella parrocchia del Saint Sauveur, a Bangui, dov'è stato accolto dai bambini. Dopo la visita al campo profughi Francesco ha raggiunto la Nunziatura Apostolica dove, alle ore 13, ha incontrato i vescovi della Repubblica Centrafricana. Per domani è prevista invece una visita alla moschea situata nel quartiere musulmano della capitale e la messa al centro sportivo Barthelemy Boganda.

Francesco ha lanciato un appello per la pace: "Dobbiamo lavorare, pregare e fare di tutto per la pace. Ma la pace senza amore, senza amicizia, senza tolleranza, senza perdono non è possibile. Ognuno di noi deve fare qualcosa. Io auguro a voi e a tutti i centrafricani la pace, una grande pace tra voi". Circondato da molti bambini, Francesco ha detto: "Ho letto quello che hanno scritto i bambini: pace, perdono, unità, amore. Vi auguro che possiate vivere in pace qualsiasi sia l'etnia, la cultura, la religione, lo stato sociale. Tutti in pace, perchè tutti siamo fratelli. Mi piacerebbe che tutti dicessimo insieme 'tutti siamo fratelli'. E per questo vogliamo la pace".


 

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