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Venerdì, 19 Aprile 2024
SENTENZE

Omicidio Melania Rea, la condanna di Parolisi sarà ridotta

La decisione della Cassazione: cade l'aggravante della crudeltà. Da oggi l'ex caporalmaggiore può ritenersi in maniera definitiva l'assassino di sua moglie

ROMA - Fine del "caso". Da oggi Salvatore Parolisi è definitivamente da considerare come l'assassino di sua moglie. La Cassazione ha confermato i capi d'accusa facendo però cadere l'aggravante della crudeltà. La pena di Parolisi, quindi, dovrà essere ricalcolata: sicuramente, quindi, sarà inferiore ai trenta anni confermati in Appello. Soddisfatto il fratello di Melania Rea: "Noi non abbiamo mai chiesto un accanimento da parte dei giudici. A noi basta che chi ha ucciso mia sorella sia stato condannato". Sarà quindi un secondo processo d'Appello, da celebrare a Perugia, a decidere sulla pena di Parolisi.

LA REQUISITORIA DELL'ACCUSA - Un omicidio commesso "per dolo d'impeto", ha sottolineato nella sua requisitoria il sostituto il procuratore generale Maria Giuseppina Fodaroni, con una "esplosione di inaudita violenza e ferocia nei confronti di una persona inerme, aggredita alle spalle. Ben 35 coltellate con un numero molto consistente di colpi da dietro, la vittima inseguita, sopraffatta, che riceve una serie di coltellate ancora mentre si trova gia' a terra".

PRIMO GRADO - Il processo di primo grado si era concluso con la condanna di Parolisi all'ergastolo. All'ex caporalmaggiore furono comminate tutte le sanzioni accessorie, dall'interdizione perpetua dai pubblici uffici alla perdita della patria potestà genitoriale. 

IL PROCESSO D'APPELLO - In appello la pena fu ridotta a trenta anni di carcere dai giudici della corte d'assise d'appello dell'Aquila dopo la scelta dell'imputato di essere giudicato con il rito abbreviato. Non più ergastolo, quindi, ma trent'anni di reclusione per l'ex caporalmaggiore dell'Esercito accusato di aver ucciso la moglie Melania Rea il 18 aprile 2011 nel bosco di Ripe di Civitella. 

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