Paul non sarà espulso dall'Italia: "Le catene si sono spezzate"

Il Tar ieri sera ha accolto la sospensiva del provvedimento di rigetto della domanda di permesso di soggiorno. Paul Yaw Aning da dieci anni lavora come idraulico all'interno di una missione. Il missionario Biagio Conte digiunava da giorni contro la "palese ingiustizia"

Foto: PalermoToday

Non sarà espulso dall'Italia il ghanese Paul Yaw, l'idraulico che da due settimane digiuna insieme con il missionario laico Biagio Conte nella piazza in cui è stato ucciso padre Pino Puglisi a Palermo. Il Tar ieri sera ha accolto la sospensiva del provvedimento di rigetto della domanda di permesso di soggiorno. Il tribunale amministrativo ha riconosciuto il pericolo di "un danno grave e irreparabile" per Paul in caso di rimpatrio forzato.

Il caso emblematico di alcune storture burocratiche era arrivato alla ribalta nazionale (e all'attenzione del Papa) nei giorni scorsi quando Giorgio Bisagna dell'Associazione Adduma, che si occupa di diritti umani, aveva depositato il ricorso al Tar contro il rigetto del rinnovo del permesso di soggiorno. Yaw, infatti, aveva ricevuto parere negativo alla sua richiesta di rinnovo di permesso di soggiorno. 

Paul Yaw Aning è da 10 anni in Italia: non sarà espulso

Paul da dieci anni lavora come idraulico all'interno della missione, ma questo non gli è bastato a ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro. 

"Sono molto soddisfatto per la decisione del Tar e aspettiamo che la questione possa condurre a una veloce conclusione della vicenda", commenta l'avvocato Bisagna con Adnkronos. Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e l'arcivescovo Corrado Lorefice hanno fatto nei giorni scorsi visita a Biagio Conte. "La Chiesa e le istituzioni si stringono attorno a Biagio Conte che dà voce all'uomo invisibile", avevano detto Orlando e Lorefice. "In una Palermo che non dimentica nessuno".

Tutte le tappe della storia di Paul Yaw Aning

Nell'esatto momento in cui il decreto di espulsione è arrivato a Paul, ospite da dieci anni nella missione Speranza e Carità a Palermo, Biagio Conte ha deciso di scendere in strada a digiunare per opporsi a quella che ritiene "una palese ingiustizia". Paul Yaw Aning, 51 anni, è un migrante irregolare, con permesso di soggiorno scaduto che non è stato possibile rinnovare, finito così nelle maglie della giustizia italiana. Paul arriva in Italia 17 anni fa, a Bologna, per lavorare in fabbrica. Poi l'improvvisa chiusura dell'azienda, la vita che si fa in salita.

L'appello per aiutare Paul, espulso dopo 10 anni in Italia: "Mai un reato"

Un decennio fa il giovane ghanese si trasferisce a Palermo, trovando ospitalità nella missione di Biagio Conte. Paul diventa uno dei principali collaboratori di Biagio. E' idraulico e diventa un prezioso riferimento delle tante cose da fare quotidianamente in una struttura che ospita oltre mille senzatetto. Poi, l'arrivo del decreto di espulsione, cieco e impietoso. Decreto emesso dal prefetto e da un provvedimento di accompagnamento alla frontiera firmato dal questore, decisioni convalidate il 26 aprile dal giudice di pace.

Il Presidente di sezione del Tar Maria Cristina Quiligotti ha fissato per la trattazione collegiale la camera di consiglio dell'11 giugno prossimo. Il decreto del Tar sarà "eseguito - come si legge nel provvedimento - dall'Amministrazione ed è depositato presso la segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti". Il ricorso è stato presentato dall'avvocato Bisagna in rappresentanza dell'idraulico ghanese contro il questore Renato Cortese che non si è costituito in giudizio. Era stato il questore lo scorso 8 aprile a firmare il decreto di espulsione.

Fratel Biagio: "Le catene si sono spezzate"

Fratel Biagio ricevuta la notizia della sospensione dell'esplusione di Paul ha sciolto le catene che portava ai piedi e si è messo in cammino da piazza Beato Pino Puglisi verso la sede di via Decollati della Missione di Speranza e Carità. 

"Le catene si sono spezzate" - ha commentato il missionario laico - "Capisco le leggi ma c'è un cuore dentro ognuno di noi", ha aggiunto, ringraziando il legale che si è occupato della vicenda. Biagio Conte nei giorni scorsi si era legato le catene ai piedi durante il digiuno dirato 15 giorni.

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