Sabato, 20 Luglio 2024
Pavia

Pavia, madre e figlio segregati in un "garage-lager" per i soldi della pensione

In manette una coppia di 52 e 37 anni. Le due vittime, entrambe affette da problemi mentali, vivevano in condizioni disumane ed erano controllati 24h dalle telecamere

Erano costretti a fare i propri bisogni in un secchio oppure in giardino. Per lavarsi usavano un tubo dell'acqua e non avevano a disposizione altri vestiti oltre a quelli che avevano indosso. Sono le condizioni disumane in cui erano costretti a vivere una madre di 78 anni e suo figlio di 40 anni, entrambi affetti da disturbi mentali, madre e fratellastro del loro "carceriere" che viveva alle loro spalle percependo appropriandosi della pensione di invalidità. In manette, a Cozzo, nel Pavese, è finita una coppia di 52 e 37 anni. Le accuse sono di maltrattamenti in famiglia, sequestro di persona, riduzione in schiavitù, circonvenzione di incapace e abbandono di persona incapace. Il garage in cui vivevano madre e figlio era accanto all’abitazione degli arrestati.

Le due vittime, secondo quanto scoperto dai militari, da almeno due anni vivevano da reclusi in una sorta di garage-lager: mangiavano una volta al giorno, dormivano in due lettini di plastica da piscina ed erano tenuti d’occhio 24h tramite un sistema di videosorveglianza collegato tra il garage e l’abitazione della coppia finita in manette. 

La riduzione in schiavitù pare sia cominciata anni fa, quando la famiglia si trasferì a Cozzo, che ha 370 abitanti. I carabinieri stanno cercando di capire come sia possibile che nessun vicino si è mai accorto di nulla. Gli investigatori non escludono l'ipotesi di denunciare per favoreggiamento chi sapeva e non ha mai parlato.

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