Giovedì, 17 Giugno 2021
Cosa è successo? / Bologna

Il paziente dimesso dalla terapia intensiva e morto poco dopo: "Lo hanno trovato nel bagno dell'ospedale"

Il caso al Maggiore di Bologna. L'operazione allo stomaco, la videochiamata senza risposta e la doccia gelata. La famiglia ha presentato una denuncia ai carabinieri del Nas. Le parole del figlio: "Come mai una morte così improvvisa? Eppure ci avevano detto che era migliorato, aveva persino iniziato a mangiare qualcosa"

Foto di repertorio Ansa

Angelo, 67enne ex impiegato della provincia di Bologna, è morto domenica 9 maggio mentre era ricoverato all'ospedale Maggiore. Le cause e le circostanze del decesso non sono del tutto chiare: per questo la famiglia dell'uomo - assistita dall'avvocato Maria Teresa Confessore - chiede di accertare le eventuali responsabilità, e ha presentato una denuncia ai carabinieri del Nas (nuclei antisofisticazioni e sanità) di Bologna. Il figlio Andrea, 37 anni, ricostruisce la vicenda in base alla sequenza temporale degli eventi nota alla famiglia della vittima: "Volevamo videochiamare il babbo perché sapevamo che stava meglio ed era stato trasferito dalla terapia intensiva alla degenza, ma poi, dopo alcune ore, abbiamo saputo che era morto".

Il figlio racconta che "a quanto risulta hanno trovato il corpo in bagno. Poche ore prima papà era stato trasferito dalla terapia intensiva al reparto di degenza ordinario, poi è morto. Come mai una morte così improvvisa? Eppure ci avevano detto che era migliorato, aveva persino iniziato a mangiare qualcosa, anche se solo un budino, ecco". In una lettera inviata ai colleghi della redazione di BolognaToday, la famiglia di Angelo si chiede "perché un paziente dimesso da terapia intensiva fosse solo in una stanza di reparto, e potesse alzarsi da solo e andare in bagno (nonostante avesse il catetere) e cadere così, senza che nessuno se ne accorgesse".

L'operazione allo stomaco, poi la doccia gelata

Cosa è successo al Maggiore di Bologna? Il 67enne - ripercorre sempre il figlio Andrea - era entrato in ospedale il 2 maggio scorso per alcuni dolori allo stomaco. Già il 28 aprile c'era stato un precedente accesso al pronto soccorso, ma dopo gli esami diagnostici il paziente era stato rimandato a casa. Stavolta però gli esami diagnostici trovano qualcosa, e il 4 maggio si decide di operare il 67enne. "Ci siamo sempre tenuti in contatto con l'ospedale, almeno una telefonata al giorno - ricostruisce Andrea - e dopo l'operazione ci hanno detto che l'intervento era riuscito e che il paziente aveva superato la notte, anche se erano state necessarie alcune trasfusioni di sangue".

"Stava meglio, ma alla videochiamata non ha risposto..."

Nei giorni seguenti le cose sembrano procedere bene: anche se ancora in terapia intensiva e con i parametri costantemente monitorati, Angelo era stato estubato e respirava autonomamente. "Sabato ci hanno comunicato che il babbo aveva anche mangiato da solo - racconta il figlio - e la domenica mattina ci hanno avvisato che sarebbe stato prossimo il suo trasferimento in reparto ordinario. Addirittura ci hanno chiesto di preparare i suoi effetti personali per la degenza in corsia". In poche ore, però, per la famiglia le cose si sono capovolte. "Nel tardo pomeriggio - continua il figlio Andrea - io e mia mamma decidiamo di contattare papà con una videochiamata, dacché in ospedale non ci facevano entrare (per via delle precauzioni anti covid, ndr). Solo che non risponde al telefono. Allora chiamiamo il reparto, dove ci viene detto che ci contatterà il medico. E a quel punto siamo andati nel panico", denuncia il 37enne.

Infine la doccia gelata. "Dopo circa un'ora arriva la chiamata del medico, che ci ha notiziato che erano avvenute complicazioni e che papà era venuto a mancare improvvisamente". Ora la famiglia vuole ricostruire esattamente cosa sia successo nelle ultime ore del signor Angelo, e per questo ha presentato una denuncia ai carabinieri del Nas. "Ci sono state delle comunicazioni fatte alla famiglia - commenta l'avvocato Confessore - che a nostro avviso non trovano riscontro poi negli orari, e comunque le cause del decesso rimangono tutt'ora sconosciute, tra l'altro, supponiamo, allo stesso ospedale". Peraltro, conclude il legale, "siamo ancora in una fase embrionale". La salma dell'uomo è a disposizione dell'autorità giudiziaria.

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