Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca Cremona

Pedofilia, Papa Francesco caccia don Mauro Inzoli

Il sacerdote, condannato nel 2016 a 4 anni e nove mesi per abusi su cinque minori, è stato rimosso dallo stato clericale su ordine del Pontefice. L'annuncio è stato dato dal vescovo di Crema Daniele Gianotti attraverso una lettera

Don Mauro Inzoli

Papa Francesco ha deciso di dimettere dallo stato clericale don Mauro Inzoli, esponente di spicco di Comunione e liberazione cremonese e tra i fondatori del Banco alimentare. A giugno del 2016 don Inzoli era stato condannato per pedofilia dal tribunale di Cremona ad una pena di 4 anni e nove mesi di reclusione con il divieto di avvicinare qualsiasi luogo frequentato da minorenni. Inoltre, era già stato sospeso dalla congregazione per la Dottrina della fede.

La notizia è stata resa nota dal vescovo di Crema Daniele Gianotti, che ha scritto una lettera ai fedeli sul sito della diocesi:

“Carissime e carissimi tutti, nei giorni scorsi, la Congregazione per la Dottrina della Fede mi ha comunicato la decisione, presa da Papa Francesco il 20 maggio scorso con sentenza definitiva, di dimettere don Mauro Inzoli dallo stato clericale”.

“Non possiamo pensare che il Papa sia giunto a una decisione così grave senza aver vagliato attentamente davanti a Dio tutti gli elementi in gioco, per arrivare a una scelta che fosse per il bene della Chiesa e al tempo stesso per il bene di don Mauro: perché nessuna pena, nella Chiesa, può essere inflitta se non in vista della salvezza delle anime, che può passare anche attraverso una pena così grave, la più grave che possa essere inflitta a un sacerdote. Accogliamo dunque con piena docilità al Papa questa decisione, custodendola prima di tutto nel santuario della preghiera”.

“Chiedo a me e a tutti voi – scrive il vescovo di Crema – di accompagnare questo momento in vero spirito di fede, portando nella nostra preghiera anzitutto i nostri fratelli che sono stati vittime dei comportamenti che hanno condotto il Papa a questa decisione. A loro, e alle loro famiglie, va ancora una volta tutta la solidarietà mia e della nostra Chiesa, che non può non provare un profondo dolore per il male compiuto da uno dei suoi preti. Prego perché il male subìto non allontani questi nostri fratelli dall’amicizia con Dio e dalla comunione con la Chiesa, e perché possano sperimentare la grazia fedele di Dio, capace di trasfigurare in bene anche le sofferenze più gravi”.

Don Mauro Inzoli balzò sulle prime pagine dei tutti i giornali nel gennaio del 2015, quando figurò tra i presenti in un convegno sulla «famiglia tradizionale» organizzato da Alleanza Cattolica e Fondazione Tempi, organizzato dalla Regione Lombardia.  A quei tempi Inzoli era già stato sospeso dal Papa.

Sempre nello stesso anno il Vaticano decise di non trasmettere alla Procura di Cremona gli atti riguardanti gli abusi sui minori commessi da don Inzoli. Nonostante questo, nel 2016 è arrivata la condanna per le violenze su cinque minorenni, che all'epoca dei fatti avevano un'età tra i 12 e i 16 anni. Le vittime sono state risarcite con 25mila euro ciascuna.

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