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Lunedì, 20 Maggio 2024
Lo scandalo

Pedofilia, primo report Cei sugli abusi dei preti in Italia: "Ci prenderemo responsabilità"

Sotto la lente il periodo 2000-2021. Il nuovo presidente della Conferenza episcopale, Zuppi: "Non c'è volontà di copertura"

Se ne parla da anni e puntualmente il tema vive alterne fortune: si passa dalla ribalta della cronaca al silenzio, al "meglio non dire". Negli anni è aumentata per la pressione sulla Chiesa per affrontare il problema dei casi di pedofilia che vedono coinvolti sacerdoti. Negli ultimi mesi, dopo la presentazione del rapporto sugli abusi sessuali nell'arcidiocesi di Monaco che ha coinvolto anche il Papa emerito Ratzinger, l’ipotesi di un'indagine tra le canoniche italiane ha ripreso corpo. Adesso che è stato eletto nuovo presidente della Cei (Conferenza episcopale italiana) il cardinale Matteo Zuppi, arriva il cambio di passo: ci sarà il primo report da parte della Chiesa italiana sui casi e sulle attività di prevenzione. Sarà reso noto per il 18 novembre. L'annuncio è arrivato al termine della 76esima assemblea generale Cei. "Il pensiero è sempre per le vittime, il loro dolore è la prima preoccupazione" ha detto Zuppi.

"Ci prenderemo responsabilità"

"Non c'è volontà di copertura, è solo un problema di serietà. Non abbiamo interesse a suonarcela e cantarcela da soli, vogliamo una chiarezza vera", ha chiarito Zuppi, spiegando perché' il report sugli abusi riguarderà solo il periodo dal 2000 al 2021 e non il periodo precedente. "Ci sembra molto più serio, per certi versi ci fa molto più male perché quel periodo ci coinvolge direttamente. Ci prenderemo le botte che dobbiamo prenderci, ci prenderemo le nostre responsabilità". "Nell'opera di contrasto agli abusi - ha detto ancora Zuppi - la Chiesa italiana prevede anche "l'accompagnamento degli abusatori. Siamo una madre, tuo figlio è sempre tuo figlio".  Sul tema dei risarcimenti alle vittime, il cardinale ha invece sorvolato: "Staremo attenti ad aiutare e a stare vicini alla sofferenza delle persone".

Pedofilia nella Chiesa: la decisione della Cei

I vescovi si dicono "sensibili e vicini al dolore delle vittime e dei sopravvissuti a ogni forma d’abuso" e dettano le linee guida - il report ne è parte - che verranno seguite: 

  • sarà potenziata la rete dei referenti diocesani e dei relativi "Servizi per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili", già costituita a partire dal 2019 in tutte le 226 diocesi italiane;
  • ci saranno nuovi Centri di ascolto, che attualmente coprono il 70% delle diocesi italiane;
  • sarà realizzato il primo "report nazionale sulle attività di prevenzione e formazione e sui casi di abuso segnalati o denunciati alla rete dei Servizi diocesani e interdiocesani negli ultimi due anni (2020-2021)". I dati saranno raccolti e analizzati da un Centro accademico di ricerca. I report avranno poi cadenza annuale e costituiranno uno strumento prezioso per migliorare, in termini di qualità ed efficacia, l’azione formativa dei Servizi e quella di accoglienza e ascolto dei Centri. Daranno poi un segnale di trasparenza, dal momento che saranno resi pubblici.
  • sarà possibile poi conoscere e analizzare, in modo quantitativo e qualitativo, i dati custoditi presso la medesima Congregazione, garantendo la dovuta riservatezza. L’analisi verrà condotta in collaborazione con istituti di ricerca indipendenti "che garantiranno profili scientifici e morali di alto livello", e consentirà di pervenire a una conoscenza più approfondita e oggettiva del fenomeno;
  • la Cei è poi invitato permanente all’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, istituito con legge 269/199.

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