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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca

Ogni 72 ore un minore è vittima di abusi sessuali, ma solo 1 su 3 denuncia

Grooming, sexting e sextortion: questi i nomi delle ultime minacce che nascono dal web e che è importante conoscere. Le vittime dei predatori sessuali sono nella maggioranza dei casi minori di 10 anni e per lo più bambine. I dati del telefono azzurro dimostrano che gli abusi sono tutt'altro che in calo

Nel 2017, ogni 72 ore circa si è verificato un caso di abuso sessuale su minore, in 4 casi su 10 la vittima ha meno di 10 anni e quasi 3 su 4 sono bambine. I dati drammatici sono pubblicati dal Telefono Azzurro in occasione della Giornata Nazionale contro la Pedofilia e Pedopornografia. Ma se si tratta di dati già drammatici, sono lo specchio di un quadro fortemente sottostimato. Come infatti denuncia la onlus 1 vittima su 3 tace per paura, per vergogna o senso di colpa e molti denunciano troppo tempo dopo, anche a venti o trent’anni dall’accaduto.

"I dati del 2017 mostrano un quadro sostanzialmente stabile rispetto al 2016 e al 2015, ma è difficile fornire una fotografia strettamente realistica".

Secondo i dati relativi alla linea 114 Emergenza Infanzia dell’Associazione, le denunce di abuso sessuale o pedofilia rappresentano circa il 7,5% del totale dei casi gestiti dal servizio. Il 70,4% degli abusi si verifica offline, la maggior parte rientra nella categoria dei toccamenti (21,7%), seguito da penetrazione vaginale (8,6%) e dalla costrizione ad assistere ad atti sessuali (4,4%).

Pedofilia, dal web nascono nuove minacce

Ma la minaccia crescente sembra arrivare dal web e dalle nuove tecnologie, che offrono ai predatori delle Rete la possibilità di celarsi dietro l’anonimato o una falsa identità, a danno di bambini e adolescenti, dando origine a nuove forme di abuso:

  • sexting, invio di contenuti sessualmente espliciti attraverso e-mail o chat;
  • sextortion, diffuso soprattutto tra gli adolescenti, consiste nel forzare qualcuno ad inviare video o immagini sessualmente espliciti; 
  • grooming, o adescamento online tramite chat, app e siti web;
  • live distant child abuse, cioè la condivisione in live-streaming di video pedopornografici.

Questi fenomeni, che singolarmente incidono per poco più del 6% ciascuno, rappresentano nel complesso il 24,5% degli abusi online e hanno fatto registrare una crescita di circa un punto percentuale in soli 12 mesi. Nell’ultimo anno, inoltre, sono pervenute alla linea di ascolto 114 Emergenza Infanzia 1.250 segnalazioni di contenuti pedopornografici presenti su internet e sui media, e 23 situazioni di incitamento alla pedofilia.

Occorre rompere il silenzio sul tema e attivare una vera e propria call to action rivolta a tutti gli adulti, genitori ed educatori in primis, affinché imparino a riconoscere le situazioni di crisi ed intervengano in modo pronto.

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