Venerdì, 17 Settembre 2021
STORIE DALLA CRISI

"La banca ha sbagliato e ho perso casa mia": il dramma "incolpevole" di Andreas

Un incubo improvviso: la casa che ha comprato regolarmente 19 anni fa gli è stata sottratta. Tutta colpa del Banco popolare di Verona che cerca di difendersi: "E' lui ad avere torto"

Andreas Ceschi, all'improvviso ha vissuto un incubo: ha sempre pagato le tasse, non ha mai avuto debiti con nessuno ma adesso sta perdendo la casa, comprata regolarmente 19 anni fa. Ma come è possibile che una banca sottragga la casa a una persona che l'ha regolarmente pagata?

Lo spiega proprio lui, in prima persona: "Il mio dramma comincia un giorno, di punto in bianco, con l’arrivo di una raccomandata: c'è scritto che la mia casa verrà pignorata e messa all'asta. Il giorno dopo, perciò, vado in banca, il Banco Popolare di Verona, a chiedere spiegazioni. Mi dicono che nel contratto di vendita c’erano ancora iscritte delle ipoteche che non erano state cancellate, pur essendo state pagate. Il vecchio proprietario aveva messo un’ipoteca sull’appartamento, ma prima di venderlo a me aveva estinto il suo debito: ho un documento della banca che lo attesta".

Andreas vive a Verona con la moglie e per questo ha deciso di cercare di capire cosa era successo davvero. Ha scoperto che la banca, che aveva ricevuto i soldi del credito dall'ex proprietario di casa sua che l'aveva ipotecata, aveva deciso, senza una ragione apparentemente precisa, di trasferire l'ipoteca a una finanziaria, che a sua volta ha trasferito il tutto a una signora che ha messo la casa all'asta. Il paradosso più grande è che Andreas ha partecipato a quell'asta, disposto a tutto pur di non perdere la sua dimora, e l'ha anche vinta: "Adesso devo pagare 625 mila euro, che non ho e non so dove prendere. E devo pagarli per una casa che è già mia, che ho comprato 16 anni fa. La banca ha commesso un errore, al quale, adesso, deve riparare: faccia un passo indietro e mi eviti il pagamento". 

La storia di Andreas è finita anche in televisione: le Iene si sono occupati della questione ma ancora non è stata risolta. Il direttore del Banco popolare di Verona, Carlo Fratta Pasini, si difende così: "All'epoca era stato fatto uno studio e non è venuto fuori nessuna responsabilità della banca. Se c'è un errore la banca risponde: gli uffici fecero una ricerca approfondita e all'esito di questo e non venne fuori nessuna responsabilità nostra". Intanto però Andreas adesso è per strada: per cercare maggiore supporto per la sua causa ha lanciato una petizione sul web, che è possibile firmare qui
 

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